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martedì, 4 Ottobre 2022

Chiusura presidi di Polizia, possibili tagli anche a Trieste

CRONACA Il segretario Coisp Dragotto: «I cittadini si sentiranno più insicuri. Calpestati i diritti degli agenti»

26.2.2014 | 11.23 – Pochi giorni fa si è fatta avanti l’ipotesi di chiudere centinaia di presidi di Polizia su tutto il territorio nazionale, ipotesi che si è abbattuta anche su Trieste e provincia.

A parlarne è stato il Questore di Trieste Giuseppe Padulano durante il suo intervento al convegno del Sap (Sindacato autonomo di Polizia) che si è tenuto giovedì scorso. Il progetto di Dipartimento di Pubblica Sicurezza, come riportato in un comunicato stampa dello stesso Sap, potrebbe comportare la chiusura, a Trieste e circondario, di alcuni presidi della Polizia di Frontiera, di commissariati distaccati (come quelli di Duino-Aurisina) e la Scuola Allievi Agenti di Trieste.

Una notizia questa che sta suscitando numerose reazioni, soprattutto all’interno del sindacato di Polizia Coisp di Trieste. Il Coisp afferma tutta la propria contrarietà «a qualsiasi chiusura degli uffici di Polizia», accusando «la volontà di sopprimere in modo illogico centinaia di uffici, al solo fine di effettuare delle presunte economie e la speranza così di recuperare degli uomini».

In una nota emessa oggi, il segretario provinciale Coisp Domenico Dragotto afferma che «vi sarebbe la illogica volontà di sopprimere l’ufficio di Frontiera Terrestre, facendo confluire le tre sottosezioni della Polizia di Frontiera alle dipendenze della Questura, indipendentemente dal fatto che questa organizzazione abbia garantito negli anni un livello di sicurezza ai cittadini di altissimo livello. Così come la volontà di chiudere le Squadre Nautiche di Trieste e Duino Aurisina sembra essere un insulto a una città che con il mare vive. Per non parlare poi dell’ insensata intenzione di chiudere un Commissariato importante come quello di Duino Aurisina. Ad oggi – aggiunge – non abbiamo notizie certa sul destino della Scuola di Polizia di via Damiano Chiesa e riteniamo che se tagli dovranno essere fatti, questi non dovranno riguardare un centro di formazione così qualificato».

Dragotto, nella nota, continua sostenendo «i cittadini si sentiranno più insicuri e i poliziotti dovranno pagare nuovamente con la compressione dei loro diritti e delle loro aspettative. Tutto ciò da parte di una Amministrazione che cerca di lasciare in disparte il sindacato per non essere intralciata nei suoi grandi progetti».

Alessia Liberti

(Riproduzione_riservata) 

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