SPECIALE Divertente “Zoran” del goriziano Oleotto, che per l’occasione ha aperto un’osmiza al Lido

2.9.2013 | 17.15 – Tra le opere in concorso oggi è stata la volta del fantascientifico “The Zero Theorem” di Terry Gilliam, con il bravissimo Chris Waltz, (il crudele ufficiale nazista nel film di Tarantino “Bastardi senza gloria”).
Anche in questo film onirico dalla difficile interpretazione oggettiva l’attore austriaco, che appare sullo schermo completamente rasato, ha saputo dare il meglio di sé.
«Il film è un commento fantascientifico sulla realtà di oggi – ha spiegato il regista, che ricordiamo fu componente del celebre Monty Phyton – racconto una società in cui non esiste la solitudine, poiché siamo tutti connessi ai social network». Un film con trovate fantasiose, splendida fotografia, set originali, ben recitato. Quello che manca è una storia tangibile, ma dati i suoi precedenti lavori, primo fra tutti “Brazil”, sappiamo che spesso il filo conduttore dei film di Gillian è proprio il caos.
Fantascienza in primo piano in concorso anche domani con “Under the skin” di Jonathan Glazer, con la bella Scarlett Johansson nei panni un’aliena dalle sembianze umane che percorre più volte al giorno le autostrade deserte a caccia di prede umane sfruttando la sua avvenenza fisica come esca.
Le cose cambiano quando inizierà a vedere diversamente gli umani ed entrerà in conflitto con la sua natura extraterrestre. A seguire l’atteso fuori concorso “Harlock: Space Pirate 3D” di Shinji Aramaki, secondo film animato giapponese a Venezia dopo lo straordinario “Kaze Tachinu” (The wind rises) di Hayao Miyazaki, che proprio ieri sera ha ufficialmente dichiarato di volersi ritirare dal cinema, scatenando sui social network la disperazione dei fan.
Ancora omosessualità in primo piano nell’inquietante thriller psicologico “Tom à la ferme” (Tom alla fattoria) del canadese Xavier Dolan. Una situazione apparentemente normale si trasforma in un crescendo di violenza che paralizza la vittima, Tom, interpretato dallo stesso Xavier Dolan, in una specie di sindrome di Stoccolma. Bel lavoro del promettente Dolan.
Atmosfera da osmiza carsolina infine per “Zoran, il mio nipote scemo” di Matteo Oleotto con l’attore veneto Giuseppe Battiston, l’esordiente e giovanissimo Rok Prasnikar e Mariuta Slamic. Una coproduzione italo-slovena, il film si svolge quasi interamente in un’osmiza dell’isontino dove i personaggi tracannano vino a volontà.
Una commedia semplice e allegra sulla redenzione, forse un po’ banale ma assolutamente meritevole d’essere vista, per farsi due risate, ma anche per godere della familiarità dei luoghi. Molto bella la colonna sonora e vincente anche la scelta di accompagnare molte scene dal canto corale. Una curiosità su questo film, che è stato realizzato con un budget ridotto, addirittura vendendo vino nelle osmize: in occasione della presentazione a Venezia la produzione ha allestito una vera e propria osmiza qui al Lido chiamata “casa Zoran”, aperta ogni giorno, dove gustare buon vino e prodotti del Carso.

Dalla nostra inviata Alessandra Ressa
Foto Massimo Tommasini


