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mercoledì, 5 Ottobre 2022

Sesso e droga per il “nuovo Harry Potter” che sbarca al Lido nei panni del poeta beat Allen Ginsberg

SPECIALE L’attore si è raccontato in esclusiva per TriesteAllNews

2.9.2013 | 16.26Addio al celebre maghetto Harry Potter. L’attore Daniel Radcliffe sbarca al Lido nei panni del giovane scrittore ribelle della beat generation Allen Ginsberg, alle prese con la sperimentazione di droghe e con le prime esperienze omosessuali.

Firmato dal regista John Krokidas alla sua opera prima, il titolo “Kill your darlings”, letteralmente “Uccidi i tuoi cari”, ignobilmente trasformato per il mercato italiano in “Giovani ribelli”, rimanda senza ingannevoli strizzate d’occhio al fulcro del film, a quella rivoluzione estrema che accese gli animi di coloro che sarebbero diventati i pilastri della beat generation: Allen Ginsberg, William Burroughs, Jack Kerouac.

Daniel Radcliffe, studente della Columbia University nei panni del poeta Allen Ginsberg, dimostra un’effettiva capacità attoriale in grado di affrancarlo dal ruolo che l’ha reso più famoso. Non c’è nulla della legnosità di Harry Potter nel giovane Ginsberg, e sebbene la sua carriera sia ancora tutta in salita, “Kill Your Darlings” è sicuramente un passo significativo, che apre al giovane attore inglese un orizzonte ben più ampio di quello offerto dalla sua precedente performance in “The Woman in Black”.

Pur non distaccandosi dai cliché più abusati delle biografie cinematografiche, il film dimostra una certa originalità. Non ci sono zone d’ombra nei personaggi che Krokidas ci mostra, tutti sono esattamente come ci vengono presentati; sappiamo chi abbiamo davanti a partire dalla prima apparizione, e questo non contribuisce a far appassionare alle tribolate vicissitudini dei protagonisti. L’empatia però non manca, a dispetto di alcune innegabili leggerezze nella costruzione dei personaggi: laddove Burroughs, affidato all’ottima interpretazione di Ben Foster, scivola più volte nello stereotipo, anche il Kerouac di Jack Huston non colpisce più di tanto, costituendo forse l’anello più debole del gruppo. 

Ma è nell’Allen Ginsberg di Daniel Radcliffe e nel Lucien Carr di Dane DeHaan che il pubblico più sentimentale può trovare un facile gancio. E al di là dell’ingenua descrizione di un’amicizia tanto intensa quanto pericolosa, il legame tra i due convince e funge da collante per l’intera storia. Un film imperfetto ma un esordio più che convincente, contraddistinto da scelte sonore e visive interessanti. Notevole che sia stato girato in soli 24 giorni. Krokidas ha già avuto più coraggio di buona parte dei cineasti visti quest’anno al Lido, e non certo per aver inserito il fu Harry Potter in una scena d’amore omosessuale.

Ma come prenderanno questa metamorfosi i fan del maghetto? Come riuscirà Daniel Radcliffe a scrollarsi di dosso il celebre personaggio? Lo abbiamo chiesto proprio a lui.

Daniel Radcliffe alle prese con un cinema diverso. Temi che la tua fama ostacoli la tua crescita? Hai mai desiderato di uccidere Harry Potter?

«No, certo che no. Non ho mai desiderato di uccidere Harry Potter, se non fosse stato per lui non sarei qui a Venezia oggi. Ho semplicemente capito che era il momento per me di fare una crescita dal punto di vista professionale, voglio andare oltre quello che è stato il mio personaggio più famoso perchè io non sono un personaggio bensì un attore in evoluzione».

Come ti sei trovato ad interpretare Allen Ginsberg in un film corale centrato su questo poeta americano? Eravate tutti così affiatati come sembrava?

«E’ stata una fortuna, siamo diventati subito amici e questo ha reso semplice il lavoro. Avevamo solo 24 giorni per girare tutte le scene, era quindi fondamentale andare d’accordo».

Come hai fatto ad interpretare un ebreo americano essendo tu inglese?

«Dal punto di vista caratteriale non è stato difficile, un intellettuale americano non è diverso da un intellettuale inglese. Poi Ginsberg non è uno stereotipo americano, come potrebbe essere, che so, John Wayne. Certo ho dovuto lavorare parecchio sull’accento. La sfida infatti era avere l’accento giusto e la voce giusta, che risultasse spontanea. Già due mesi prima dell’inizio delle riprese ho cominciato ad esercitarmi».

La presenza di Daniel Radcliff in giacchetta aderente bluette ha scatenato l’isteria di decine di fan che si sono gettate all’inseguimento dell’ex maghetto dal momento in cui è sbarcato al Lido. Radcliffe è stato assediato perfino nei bagni, ed è stato necessario rimuovere di peso le fan per farlo uscire. E non sono mancati urli e svenimenti. Pur desiderando ardentemente di lasciarsi alle spalle il personaggio Harry Potter, difficilmente faranno altrettanto i suoi fan.

Dalla nostra inviata Alessandra Ressa

Foto Massimo Tommasini 

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