Ragazzina in coma etilico, la rincorsa allo sballo non si placa

CRONACA L’abuso di alcol è una piaga antica in Friuli Venezia Giulia, quindicenne ricoverata alcuni giorni fa a Trieste

24.12.2012 |16.46 – Ore 22.30 – alcuni giorni fa – in piazza Perugino a Trieste una ragazzina sui 15 anni non si regge più in piedi, ride e dice frasi senza senso, cade, gli amici ridono l’aiutano a rialzarsi, ma poi il fattaccio, non risponde più ai richiami. Coma etilico, è questa l’ipotesi di due infermieri del 118, chiamati da alcuni passanti, giunti sul luogo per soccorrerla. Ai ragazzi è stato chiesto che cosa avesse bevuto o assunto la ragazza, la risposta è stata questa «ma … nulla di che, alcuni cocktail e qualche sciottino…».

Alcuni cocktail e qualche “sciottino” (termine usato per indicare piccole quantità di super-alcol ingerite in un solo sorso)… Il problema sta proprio qui, nella leggerezza della risposta, nella falsata inconsapevolezza di quanto deleterio possa assere l’alcol, falsata poiché non si può dire che non vengano continuamente proposte campagne di sensibilizzazione al problema in tutta la regione.

Il consumo e abuso dell’alcol è ringiovanito, anni fa a finire in ospedale erano i bevitori cronici, oggi quotidianamente ci finiscono anche giovani e giovanissimi, che alla ricerca di sballo o per una sorta di rito di appartenenza al branco si ubriacano fino ad arrivare, come in questo caso, a dovere chiedere aiuto al 118. Ci racconta Paola, una infermiera tirocinante a Trieste che all’ospedale ci arrivano persone con il tasso alcolemico incompatibile con le funzioni biologiche, un vero e proprio avvelenamento, infatti l’alcol altera le funzioni del sistema nervoso centrale. Si tratta di un vero avvelenamento del corpo che va per gradi proporzionalmente alla quantità, anche se questa viene a sua volta proporzionata al peso e agli enzimi che il soggetto in questione possiede.

Generalmente il tasso alcolemico che va da 0,9 a 1,5  provoca stordimento, alterazione dell’umore e confusione mentale, da 1,6 a 3 la situazione si aggrava poiché possono subentrare stati di aggressività, apatia, stati depressivi e letargia. Da 3,1 a 4 subentra lo stato di incoscienza, i bevitori possono avere allucinazioni, vengono meno i riflessi ed è possibile entrare in coma, con la possibilità di morte per soffocamento da vomito.

Tutto questo non serve a scoraggiare i baby-alcolizzati, come ci conferma il caso avvenuto l’altra sera in piazza Perugino. Ma alle soglie del capodanno ci auguriamo che non si ripeta come ogni anno la corsa al pronto soccorso: solo lo scorso anno i ricoveri sono stati decine per non sommarli poi agli incidenti causati dai botti e ai ricoveri per droga.

Martina Umattino

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