SANITÀ Nuovi problemi invece al Maggiore, la denuncia di Kocijancic (Sa-Prc): «Peggiorati il servizio di assistenza e la qualità dei pasti»

28.12.2012 | 22.30 – L’Azienda ospedaliero-universitaria “Ospedali Riuniti” di Trieste avrà a disposizione immediatamente 3,9 milioni di euro per il rifacimento dei serramenti di Cattinara e per definire il progetto di riqualificazione del complesso ospedaliero. Lo ha deciso la giunta regionale. La delibera di oggi segue quella del 18 ottobre scorso con la quale l’Azienda era stata autorizzata ad avviare la gara europea per affidare il progetto preliminare di adeguamento dell’ospedale di Cattinara con un investimento di 59 milioni di euro, e inoltre ad eseguire subito la parte riguardante la sostituzione dei serramenti, messi a dura prova lo scorso febbraio dalle giornate di Bora eccezionale (nella foto una visita di Tondo a Cattinara).
La giunta ha in sostanza reso disponibili immediatamente 3 milioni per il rifacimento dei serramenti e 900 mila euro per la progettazione. “Le risorse stanziate – ha detto l’assessore Savino – permetteranno da un lato di risolvere subito il problema più urgente, quello dei serramenti delle ‘torri’ di Cattinara, dall’altro di iniziare il percorso per la ristrutturazione dell’intero complesso ospedaliero, che consideriamo strategico non solo per Trieste ma anche per tutta la Sanità del Friuli Venezia Giulia”.
“Con la delibera di oggi – ha aggiunto Savino – prosegue concretamente il processo di rilancio e di riqualificazione complessiva della Sanità triestina, articolata nei due poli del Maggiore e di Cattinara, in coerenza con gli impegni assunti dalla giunta Tondo”.
Di opinione diametralmente opposta le forze politiche di minoranza in Consiglio regionale che quasi ogni settimana segnalano le situazioni di difficoltà presenti all’interno degli ospedali del capoluogo regionale. Solo alcuni giorni fa Igor Kocijancic di Sinistra arcobaleno – Partito della rifondazione comunista si è fatto interprete di numerose segnalazioni riguardanti le condizioni di criticità e di disagio dei pazienti ricoverati nel reparto di geriatria dell’Ospedale Maggiore di Trieste, prevalentemente anziani, non autosufficienti, caratterizzati da precaria autonomia motoria e limitata manualità.
“Ciò che viene riferito da familiari e congiunti dei pazienti e operatori – ha ricordato Kocijancic – è uno scadimento generale del servizio di assistenza, il peggioramento della qualità dei pasti somministrati, che vengono serviti in contenitori e con posate di plastica leggera e fragile, con conseguenze facilmente immaginabili vista la tipologia di degenti”.
“Tutto ciò – ha sottolineato il consigliere regionale – deriva dalla logica del risparmio o è un effetto diretto della spending rewiev, che oltre a rendere più difficili e complicate le condizioni di degenza, si ripercuote anche su lavoratrici e lavoratori della cooperazione sociale, già addetti al ritiro dei vassoi e al lavaggio delle stoviglie, che rischiano di perdere un lavoro precario e sottopagato che però, grazie al loro servizio, garantiva ai degenti una somministrazione di pasti dignitosa”.
“Dal momento che la situazione, riferita nello specifico all’Ospedale Maggiore di Trieste, sembra generalizzata alle strutture ospedaliere di Trieste e probabilmente di tutta la regione ed è indice di un approccio disumano al problema del contenimento della spesa” Kocijancic ha chiesto alla giunta Tondo di intervenire per porre rimedio all’incresciosa situazione.


