Provincia di trieste vs.Gas Natural Rigassificazione Italia SPA

TRIESTE- Questa sera ore 20.00 si terrà, presso il Porto Vecchio di Trieste, la protesta contro la costruzione del rigassificatore. La Provincia di Trieste con tutti i suoi cittadini ha espresso un parere negativo sul progetto proposto dalla società Gas Natural Rigassificazione Italia SPA e relativo alla realizzazione di un rigassificatore di GNL ed opere connesse nel Porto industriale di Trieste, località Zaule.
Il Consiglio provinciale ha infatti approvato una delibera che sancisce il parere negativo rispetto alle questioni di competenza dell’Ente. La Provincia ha coinvolto a tal fine le istituzioni scientifiche presenti sul territorio quali l’Area di Ricerca, l’Università degli Studi di Trieste, la SISSA e l’OGS che hanno designato propri rappresentanti per la costituzione di un gruppo di lavoro tecnico-scientifico. Ha attivato questo collegamento specifico al fine di permettere a tutti i cittadini ed ai soggetti portatori di interessi collettivi di formulare quesiti, istanze di chiarimento o richieste di delucidazioni riguardo la realizzazione dell’impianto. Secondo una esauriente ricerca vi sono più aspetti negativi che postivi:
non ci sarà un aumento dell’ occupazione, al terminal petrolifero della SIOT operano alcune decine di tecnici, idem sarebbe per l’ipotizzato rigassificatore. E’ un rischio per la popolazione, e non solo di guasti tecnici, ma anche di esplosione dei serbatoi a terra e della nave gasiera, sia per errori umani che per attentati all’impianto e ai sistemi di controllo: un danno ai serbatoi potrebbe liberare vapori di metano super freddi e più pesanti dell’aria, letali per la popolazione coinvolta. L’impianto di rigassificazione del gas liquefatto a -162°C utilizza l’acqua marina, che deve essere clorata per impedire le incrostazioni nello scambiatore termico. Si formerebbero di conseguenza composti organici alogenati ecotossici nel mare, che si trasmetterebbero nella catena alimentare attraverso il pesce. Anche se il gas liquefatto non arrivasse, Gas Natural avrebbe un guadagno assicurato pari a circa il 70% della potenzialità dell’impianto, spalmato sulle bollette del gas, ovvero sarebbero i cittadini a pagare. Il sedimento marino nella baia di Zaule contiene metalli pesanti, tossici per gli organismi viventi. Soprattutto mercurio che verrebbe risospeso nell’acqua al passaggio delle navi gasiere, entrando nella catena alimentare. Il traffico delle gasiere (oltre 100 navi l’anno) ostacolerebbe il traffico commerciale in porto. I rigassificatori a terra sono un esempio di tecnologia superata, oggi esistono navi gasiere con l’impianto di rigassificazione a bordo: scaricano lontano dalla costa e, fatto il lavoro, se ne vanno senza ostacolare l’attività portuale. Il presidente della regione Tondo vuole il rigassificatore, e la procedura di Autorizzazione Integrata Ambientale è stata forzata per raggiungere un risultato di approvazione, ignorando le posizioni contrarie del Comune di Trieste, della Provincia e dell’Autorità sanitaria espresse in Conferenza dei servizi. E la democrazia dove sta?
Questo nuovo mostro non si deve fare perché anti-economico e anti-produttivo, dannoso e pericolosissimo per tutti noi di Trieste, Muggia, San Dorligo, Capodistria, Pirano e Isola.


