No di Muggia al rigassificatore, al via una “maratona” di proteste

CRONACA Tra le iniziative anche un consiglio comunale aperto alla città e un’assemblea pubblica. Il primo cittadino Nesladek: «Serve unità di intenti e di azione»

30.11.2012 | 15.22– Muggia ribadisce il suo no allo «scippo della volontà popolare» consumatosi sul tema rigassificatore. Il consiglio comunale della città ha sottolineato l’importanza di un intervento su più fronti, con azioni mirate a far sentire la voce dei cittadini. E la loro rabbia. «Queste azioni – ha dichiarato il primo cittadino Nesladek – hanno un duplice scopo: da un lato di continuare con tenacia la battaglia contro questa installazione, dall’altro dare un forte segnale che le istituzioni sono attive e combattive in questo scenario. Scenario che nel caso del Comune di Muggia dura da almeno sei anni».

 

«Il presunto ventilato distacco tra cittadini ed istituzioni o l’apatia di queste ultime non esistono e ne siamo testimoni in tutte le sedi. Negli anni siamo stati fortemente attivi non solo nei contesti locali, ma anche negli incontri transfrontalieri con i tavoli tecnici che ci hanno visto confrontarci, tra gli altri, coi ministri di Slovenia e Croazia. Siamo stati partecipi e promotori di diverse manifestazioni e protagonisti di iniziative legali. Ci siamo confrontati in ogni occasione e con ogni interlocutore possibile ed anche ieri eravamo in Piazza Unità, ancora una volta presenti. Con noi molti amministratori e politici, ed anche se non tutti, come noi, hanno abbracciato la battaglia anni or sono, il “no al rigassificatore” ora è forte e condiviso».

 

«Del resto, sei anni fa, quando tutto era ancora lontano e possibile eravamo tra i pochi a batterci sia nelle istituzioni sia nei movimenti che ora, invece, vediamo cresciuti e presenti in piazza. Mai come ora – ha concluso il sindaco – è necessario che ci sia unità di intenti e di azione per esprimere la chiara volontà del territorio contro questo impianto».

 

Primo passo dell’escalation di protesta sarà la convocazione di un consiglio comunale aperto alla città, alle istituzioni provinciali, ai consiglieri regionali e ai parlamentari; obiettivo principe dell’incontro sarà la ricerca e l’individuazione degli strumenti in grado di dare voce alla popolazione affinché la «democrazia tradita» venga, in un certo senso, risanata. «Un’azione – ha sottolineato Nesladek – che sarà anche la risposta a chi, il presidente della Regione Tondo in primis, sostiene che l’altro giorno in piazza non rappresentavamo il volere del popolo tutto». La parola d’ordine è dunque referendum.

 

Tappa successiva sarà la convocazione di una conferenza economica, un tavolo al quale potranno sedere non solo tutte le categorie economiche – sindacati, camera di commercio e autorità portuale – ma pure le piccole realtà locali; verrà inoltre organizzato un presidio costante della sala consiliare – aperto a tutti i cittadini – che si protrarrà per diversi giorni. Perché, in un momento difficile come questo, «nessuno può dormire»

 

Un’assemblea pubblica e un convegno dal titolo “Rigassificatore e valore dei beni immobiliari” garantiranno poi un’ulteriore chance di confronto “sano” e costruttivo sul tema. La speranza è che l’amministrazione provinciale, a nome di tutti, convochi una riunione straordinaria del consiglio provinciale assieme ai consigli comunali di tutto il territorio; un “consiglio congiunto” che si concretizzi come una «vera e propria riunione plenaria di tutte le istituzioni elettive e dei rappresentanti al nostro parlamento», in grado di trasmettere ai cittadini un messaggio di unità e determinazione. 

 

A questo ricco programma si aggiunge l’invito rivolto ai muggesani a esporre – dalla prossima settimana – un drappo bianco su balconi e finestre, «simbolo della purezza e della trasparenza di una volontà inascoltata ma non soffocata». E questo perché l’ultima parola sul tema rigassificatore deve spettare ai cittadini.

 

 

Daniela Mosetti



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