Maltempo, Grado ha chiesto lo stato di calamità naturale: domenica atteso un nuovo peggioramento

METEO Dopo la tregua di queste ore si attende l’arrivo di una forte perturbazione: allerta della Protezione civile

2.10.2012 | 18.22 – Ingenti i danni che il maltempo dei giorni scorsi ha causato nel Friuli Venezia Giulia. Le forti piogge che si sono abbattute sulla Regione nella notte tra il 31 ottobre e il 1 novembre hanno avuto gravi conseguenze.

 Trieste ha visto la comparsa del fenomeno dell’acqua alta, con la conseguenza che intere zone del centro, compresa Piazza Unità d’Italia, strade limitrofe e parte delle Rive sono state sommerse dall’acqua fino a 40 cm nelle zone più basse del centro. Nella foto le operazioni di soccorso della Protezione civile.

Alta marea e forti piogge si sono abbattute anche su Grado, sempre nella notte di Haloween: «Siamo in ginocchio». Queste le parole del sindaco dell’Isola d’oro, Edoardo Maricchio, in riferimento ai danni causati dalla mareggiata abbattutasi ieri notte sulla zona. 

Sempre secondo Maricchio i danni, espressi in cifre, ammonterebbero a ben oltre le stime di 300 mila euro, cifra circolata ieri. Se infatti – prosegue il primo cittadino di Grado – si considerano i danni subiti dai campeggi, dai casoni e dalle spiagge libere, sembra naturale che la conta dei danni salga vertiginosamente. Intanto, nella giornata odierna, è partita la richiesta – afferma Maricchio – di calamità naturale.

Nel frattempo, dopo i disastri dei giorni scorsi, sembra che il maltempo abbia concesso una tregua alla nostra regione e alle zone più colpite. Ma, appunto, sembra che questa sia solo una tregua, perché è previsto un nuovo peggioramento delle condizioni meteo: domenica infatti arriverà sul Friuli Venezia Giulia una perturbazione che porterà piogge molto intense su tutta la fascia orientale, accompagnate da forti venti dai quadranti meridionali. Per questo motivo la Protezione civile ha allertato tutti i comuni della regione.

In particolare, la Protezione civile della Regione, tramite la sala operativa di Palmanova, mantiene stretti contatti con l’Agenzia per l’ambiente della Repubblica slovena (Arso) e la Protezione civile slovena, responsabili delle opere idrauliche nel tratto sloveno del fiumi Isonzo e Vipacco. Da questa mattina tecnici e volontari sono nuovamente al lavoro nel comune di Savogna d’Isonzo per rafforzare, con barriere in sacchi di sabbia, i presidi nelle aree abitate poste in prossimità del corso d’acqua e già interessate dalla piena dei giorni scorsi. 

 

Alexandra Del Bianco

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