Abbandono scolastico, mercoledì un convegno organizzato dal Comune

FORMAZIONE L’assessore Famulari: “Un fenomeno sociale che sta crescendo e si collega a un disagio giovanile preoccupante”

9.11.2012 | 15.39 – Un convegno promosso dal Comune di Trieste per contrastare l’abbandono scolastico si terrà mercoledì 14 novembre, con inizio alle ore 9, presso la sede del Mib di Largo Caduti di Nassyria. Realizzato nell’ambito del progetto “Non uno di meno” (Piani di Zona del Comune di Trieste), il convegno pubblico sarà un’occasione importante per parlare e confrontarsi tra esperti del settore e partner di rete sul fenomeno dell’abbandono degli studi da parte dei ragazzi della scuola elementare e media che hanno interrotto prematuramente il percorso scolastico senza ottenere il diploma di scuola media.

Sempre con la stessa finalità di contrastare l’abbandono scolastico da parte dei ragazzi, il 23 ottobre era stata inaugurata la nuova sede del Centro Smac (San Martino al Campo) “base operativa” del progetto “Non uno di meno”, organizzato nell’ambito dei Piani di Zona del Comune di Trieste. Un’ulteriore tappa nel consolidamento di una proficua pluriennale collaborazione fra il Comune di Trieste e la Comunità di San Martino al Campo, noto soggetto del “terzo settore” che opera ormai dal 1970 a favore delle persone in difficoltà, nell’area del disagio sociale, della tossicodipendenza, del disturbo mentale, della povertà.

L’iniziativa è stata presentata stamane in Municipio dall’assessore comunale alle Politiche Sociali Laura Famulari con i partecipanti al progetto: il presidente della Comunità di San Martino al Campo Claudio Calandra, Paolo Taverna, coordinatore del progetto per il Comune, Liviana Zanchettin della Comunità di San Martino al Campo, Licia Barbetta, responsabile dell’Unità Minori dell’Area Promozione Sociale del Comune, i presidenti delle Cooperative sociali 2001 Felicitas Kresimon e La Quercia Barbara Gorza, le assistenti sociali del Comune Isabella Maccan e Manuela Sivi e l’educatore Elena De Cecco.

1500 è il numero dei minori tutelati annualmente dai Servizi sociali del Comune di Trieste seguiti in vari e numerosi ambiti (in famiglia, nei doposcuola, casi di maltrattamenti ecc). “Il programma del convegno – ha spiegato l’assessore Famulari – invita alla riflessione sul complesso dell’attività svolta negli ultimi tre anni e mettere in risalto la problematica dell’abbandono scolastico da parte di bambini e ragazzi delle scuole elementari e medie, un fenomeno sociale che sta crescendo e si collega ad un disagio giovanile preoccupante, spesso derivante da difficili situazioni famigliari, di cui bisogna parlare e discutere per individuare strategie e trovare soluzioni tutti assieme. Ecco perché è importante coordinarsi e lavorare in rete, condividendo esperienze e studi per arginare il fenomeno e trovare un filo conduttore comune per proseguire il lavoro già intrapreso da tante persone coinvolte nel progetto, cui partecipa anche l’Area all’Educazione, Università e Ricerca con l’assessore Antonella Grim”. 

Una collaborazione – è stato detto – rafforzata quest’anno proprio con la messa a disposizione da parte del Comune della nuova sede di via Molino a Vento per l’attività del Centro Smac; ma che era iniziata già nel 2009, con il progetto “Insieme stiamo bene”, sostenuto dai fondi del “Progetto devianza” della Regione Fvg e con la partnership dell’Ufficio di Servizio Sociale per i Minorenni del Ministero di Giustizia (Ussm), volto al recupero dell’abbandono scolastico di giovanissimi studenti che non avevano conseguito la licenza media a causa di ripetute assenze o della totale non frequenza della scuola.

Nel primo anno di sperimentazione di quel progetto erano stati seguiti sei ragazzi, di età compresa tra i 13 e i 16 anni, i quali, a conclusione dell’anno scolastico, erano stati portati all’esame finale come privatisti venendo tutti promossi. Il successo di quell’iniziativa ha “naturalmente” portato a un consolidamento della collaborazione tra Comunità e Comune, successivamente espresso attraverso due progetti: “Non uno di meno”, inserito nei Piani di Zona 2010-2012 e volto anch’esso al recupero dell’abbandono scolastico attraverso la “Scuola Smac”, costituita da lezioni sostenute da insegnanti volontari, affiancati dagli educatori della Comunità e da quelli del servizio di sostegno socio-educativo del Comune; progetto che ha portato 9 ragazzi nell’anno 2010-2011 e 14 nel successivo a concludere con successo il percorso scolastico; inoltre, “Chi impara non va in para” (nel 2011) e “Oltre la media” (nel 2012), con la collaborazione anche dell’Ussm e il sostegno finanziario della Regione attraverso ulteriori fondi dei “Progetti devianza”, a sostegno in questo caso delle attività del cosiddetto “Smac pomeridiano”, di aggregazione, promozione del benessere e della cittadinanza attiva.

Nella nuova sede di via Molino a Vento, potranno venir sviluppate sia, al mattino, le attività del terzo anno del progetto “Non uno di meno” (con 16 studenti, 13 insegnanti volontari, 1 coordinatore e 2 educatori della Comunità più 4 del Servizio di sostegno del Comune), che, al pomeriggio, le attività di aggregazione, prevenzione del disagio e promozione della cittadinanza attiva peculiari dello “Smac pomeridiano”. Sono state anche consegnate alcune borse di studio messe a disposizione dalla Cooperativa Consumatori Nordest-Distretto Sociale e dalla Cooperativa La Quercia anch’essa partner dell’intera iniziativa.

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