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sabato, 26 Novembre 2022

Muzzi

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30.10.2012 | 9.20 BRESCIA – l’assalto al furgone porta valori è avvenuto ieri mattina alle 5.30 lungo l’autostrada Milano Brescia. Secondo quanto si è venuto a conoscenza la banda di rapinatori, costituita all’incirca da una decina di persone, ha bloccato il traffico, a quell’ora limitato/ carente, con tre automobili.

Quando il furgone si è trovato costretto a fermarsi è stata circondato da pressappoco otto banditi che a loro volta hanno sparato a colpi di kalashnikov.

Le guardi giurate a bordo non hanno risposto al fuoco e nessuna di esse è stata ferita, si pensa dunque che l’ obiettivo della sparatoria sia stato intimidatorio. L’operazione dei banditi è stata molto rapida in pochi minuti hanno forzato il portello del mezzo blindato e hanno preso una somma di denaro intorno ai 300-400 mila euro; secondo fonti investigative è stato impiegato uno strumento ben preciso la sega circolare chiamata flex.

Grazie al repentino intervento della polizia stradale, assistita da un elicottero, i banditi non hanno potuto prendere l’intera somma di denaro contenuta nel furgone, cifra che ammontava a 2 milioni di euro, e sono dovuti scappare prima del previsto. Trafugati i soldi dunque i rapinatori sono passati nell’altra corsia dell’autostrada dov’erano attesi dai loro complici, prima di scappare però uno di loro ha dato fuoco delle auto che bloccavano la strada, lasciando alcune armi nel sito del furto.

I ladri, nonostante fossero stati intercettati dalla Polizia Stradale, sono riusciti a scappare abbandonando le autovetture e raggiungendone delle altre che si trovavano in una strada secondaria vicino all’autostrada. Secondo le prime teorie ipotizzate dagli investigatori della polizia e dei carabinieri la banda ha studiato l’attacco accuratamente, in ogni dettaglio e lo strumento utilizzato per lo scasso fa pensare ad alcuni furti avvenuti in precedenza e pertanto a dei professionisti. Una delle tre guardie giurate Giuseppe Errani ha detto:” Ho pensato di poter morire, è stato terribile”.

Dopo questo accaduto Alfredo Rinaldis, segretario provinciale delle guardie giurate nonché loro collega, ha ribadito che ci sono stati ben 223 negli ultimi dieci anni con 40 morti e afferma: “Ci vuole una legge che tuteli maggiormente questa categoria di lavoratori ad alto rischio”.

Francesca Muzzi 

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