Festival del cinema di Venezia, dalla Depressione alla censura di Mussolini

CULTURA Storia e scandali della Mostra negli anni 30

29.8.2012 | 21.43 – Il Festival internazionale d’arte cinematografica di Venezia, giunto alla sua 69esima edizione, è divenuto probabilmente l’appuntamento culturale italiano più noto nel mondo. Dalla sua prima edizione, nel 1932, ad oggi, eventi storici e politici ne hanno modellato negli anni forma e contenuto, ma non la caratteristica principale che unisce cultura, arte e mondanità, e che fa della kermesse veneziana, grazie anche allo splendido “set” in cui si svolge, la più attesa annualmente. 

La prima Esposizione internazionale d’arte cinematografica si svolse dal 6 al 21 agosto 1932 nell’ambito della XVIII Biennale di Venezia, sotto gli auspici del Conte Giuseppe Volpi di Misurata, presidente della Biennale, dello scultore Antonio Maraini, segretario generale, e di Luciano De Feo, segretario generale dell’Istituto internazionale per il cinema educativo, con sede a Roma. Di fatto Luciano De Feo fu il primo direttore-selezionatore.

Le massime autorità nazionali diedero il loro beneplacito a quella che venne considerata la prima manifestazione internazionale di questo tipo. L’edizione 1932 si svolse interamente nella terrazza dell’Hotel Excelsior al Lido di Venezia, e pur non essendo ancora una rassegna competitiva, presentò titoli importanti che diventarono poi classici della storia del cinema: “It happened one night” di Frank Capra, “Grand Hotel” di Edmund Goulding, “The Champ” di King Vidor, “Frankenstein” di James Whale, “Zemlja” di Aleksandr Dovzenko, “Gli uomini che mascalzoni…” di Mario Camerini, “A nous la liberté” di René Clair.

Fra gli altri registi anche Raoul Walsh, Ernst Lubitsch, Nikolaj Ekk, Howard Hawks, George Fitzmaurice, Maurice Tourner, Anatol Litvak. Sullo schermo apparvero i principali divi dell’epoca: Greta Garbo, Clark Gable, Fredric March, Wallace Beery, Norma Shearer, James Cagney, Ronald Colman, Loretta Young, John Barrymore e Joan Crawford, fino al divo italiano Vittorio De Sica.

Il primo film proiettato nella storia della Mostra fu “Dr. Jekyll and Mr. Hyde” di Rouben Mamoulian. In mancanza di premi ufficiali venne indetto un referendum tra il pubblico: miglior regista venne nominato il sovietico Nikolaj Ekk per “Putjovka v zizn(Il cammino verso la vita), la miglior commediaA nous la liberté” di René Clair.

La seconda edizione, stavolta una vera e propria rassegna competitiva, si tenne nel 1934. 19 le nazioni in concorso e 300 i giornalisti accreditati. Venne istituita la “Coppa Mussolini” per premiare il miglior film straniero e il miglior film italiano, pur non esistendo ancora una giuria ad hoc. I premi vennero attribuiti dalla Presidenza della Biennale, sentiti i pareri di esperti e del pubblico, e in accordo con l’ “Istituto internazionale per il cinema educativo”, emanazione della Società delle Nazioni con sede a Roma. Venero assegnate anche le “Grandi medaglie d’oro dell’Associazione nazionale fascista dello spettacolo” per le migliori interpretazioni.

Quella per la migliore attrice se la aggiudicò una giovane Katharine Hepburn per la sua interpretazione in “Little Women” di Cukor. Il premio per il miglior film straniero andò a “The Man of Aran” di Flaherty, a testimonianza del gusto dell’epoca per il documentario d’autore. L’edizione del 1934 è anche ricordata per il suo contenutoscandaloso” che fece discutere a lungo a causa di una sequenza del film cecoslovaccoExtase” di Gustav Machatý in cui l’attrice Hedy Kieslerová (che si chiamerà in seguito Hedy Lamarr) apparve sullo schermo completamente nuda (nella foto).

Dal 1935 la Mostra divenne annuale (segno evidente del successo internazionale della manifestazione) sotto la direzione di Ottavio Croze. Crebbe il numero di film e dei paesi partecipanti (anche se da questa edizione fino al dopoguerra non parteciperanno più i film sovietici), e il premio agli attori assunse la denominazione di Coppa Volpi. Fu un anno di film importanti, come ad esempio “The Informer” (Il traditore) di John Ford, “The Devil is a Woman” (Capriccio spagnolo) di Joseph von Sternberg con Marlene Dietrich, e “Anna Karenina” di Clarence Brown (vincitore per il miglior film straniero) con Greta Garbo.

Nel 1936 venne nominata per la prima volta la Giuria internazionale, con il consolidamento della presenza al Lido di registi importanti come Ophüls, Clair, Capra, Ford, Sternberg L’Herbier. Fu anche l’anno dell’ascesa di Amedeo Nazzari.

Dato il successo delle edizioni precedenti, nel 1937 si inaugurò il nuovo Palazzo del Cinema, costruito a tempo di record secondo le tendenze moderniste dell’epoca, e mai più abbandonato se non dal ’40 al ’48 per ragioni legate al secondo conflitto mondiale. La Mostra si ingrandì: aumentò il numero delle nazioni partecipanti e dei film accettati. Era l’anno di Marlene Dietrich, che giunta a Venezia portò scompiglio al Lido, ma anche di Bette Davis, che vinse il premio come migliore attrice, e di Jean Gabin che si rivelò ne “La grande illusion”.

Il 1938 fu segnato dalle pesanti pressioni politiche: a vincere fuono il tedesco “Olympia” di Leni Riefenstahl e “Luciano Serra pilota” di Goffredo Alessandrini, entrambi espliciti film di propaganda fascista. Il 1938 fu l’ultimo anno in cui alla Mostra fu presente il cinema americano (che ottenne un premio per “Snow White and the Seven Dwarfs” di Walt Disney). Fino ad allora, il cinema a stelle e strisce aveva troneggiato al Festival in maniera quantitativa e qualitativa. Per contro, proprio l’edizione del 1938 vide per la prima volta una grande retrospettiva dedicata al cinema francese dal 1891 al 1933.

Alessandra Ressa

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