Niente patente per Margherita Hack, il caso diventa nazionale

CRONACA Su tutti i media nazionali la decisione del medico Giuseppe Caragliu che ha fatto imbufalire l’astrofisica

5.4.2012 | 17.01 – Diventa un caso nazionale il mancato rinnovo della patente dell’astrofisica Margherita Hack; rivoltasi al medico Giuseppe Caragliu per la consueta visita obbligatoria per rinnovare la patente di guida, la scienziata si è vista palesare un secco no: “Personalmente penso che novant’anni siano troppi per la patente” ha sentenziato il dottore di via Rossetti.

“Siamo davanti ad un provvedimento anticostituzionale, – tuona la Hack, classe 1922, che con la verve che la contraddistingue prosegue – ho la patente dal ’52, non sono né vecchia né rincoglionita”.

A quello che sembra un ingiusto pregiudizio, il dottor Caragliu cerca di rispondere: “Se la professoressa Hack vuole essere visitata forse è meglio che si rivolga alla commissione che può rinnovare la patente anche per sei mesi; io invece sono costretto a firmare per due anni”.

Quanto affermato dal medico addetto alle visite per il rilascio e il rinnovo della patente di guida va contro il decreto legge del 9 febbraio 2012 n.5, in vigore dal 10 febbraio di quest’anno con il quale il Governo ha ripristinato, per i patentati più anziani, le modalità di rinnovo del documento di guida valide prima delle modifiche introdotte dalla legge 120/2010 e applicate dal 15 settembre 2010.

Con tale decreto difatti non è più necessaria la visita in Commissione medica locale: l’accertamento dei requisiti psicofisici per la conferma di validità del documento di guida dovrà essere effettuato, come accadeva fino a un anno e mezzo fa, ogni due anni presso i consueti medici abilitati previsti dal Codice.

Oltre al decreto legge, è lo stesso sito del dottor Caragliu a dargli contro: si legge nei dettagli inerenti il rinnovo di guida per gli ultraottantenni che “il dottore effettua visite mediche per valutare i requisiti fisici e psichici dei soggetti che vogliono conseguire o rinnovare la patente di guida. E’ necessario sottoporsi alla visita ogni 10, 5 o 3 anni a seconda dell’età del paziente.”

Nessun’altra indicazione è data per l’età dei pazienti. Nel testo del decreto legge, si legge che il medico incaricato può di fatto valutare l’eventuale rinvio dell’accertamento dei requisiti psico fisici del patentato alla Commissione medica locale, come previsto dal Codice della strada (articolo 119, comma 4, lettera d), ma solo previa visita il cui esito degli accertamenti clinici, strumentali e di laboratorio faccia sorgere al medico dubbi circa l’idoneità e la sicurezza della guida.

Alla dottoressa Hack non resta altro che il diritto di essere visitata. “Ne faccio un caso di principio – ha spiegato l’astrofisica – non tanto per me, visto che la mia patente scade a giugno, quindi ho tempo: siamo dinanzi un abuso della professione”.

Dalla parte della scienziata anche il presidente dell’Aci triestina, Giorgio Cappel: «È come se un medico si fosse rifiutato di curare i malati con l’influenza per una propria scelta puntando a quelli affetti da un’altra patologia. La professoressa Hack ha ragione. Deve essere visitata, ne ha il diritto sacrosanto».

Sara Giroldo

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