TEATRO Grande successo ieri sera per “Il Sussidiario”, tutto ispirato alla grande canzone italiana e infarcito di cultura “rivisitata” – Nostra intervista esclusiva

18.4.2012 | 14.18 – La grande comicità degli Oblivion, raffinata come lo era lo storico Quartetto Cetra a cui si ispirano, tagliente ma con classe come nella migliore tradizione satirica, ha caratterizzato l’ultimo appuntamento della stagione di prosa del teatro Rossetti.
Nuove trovate al limite della demenzialità ma anche vecchi numeri amatissimi dai fan e riproposti con inaspettate varianti hanno entusiasmato il pubblico triestino, caratterizzato, per l’occasione, da moltissimi giovani e giovanissimi. Ingrediente fondamentale per assistere allo spettacolo dello scoppiettante quintetto, che come gli artisti di una volta oltre a far ridere sa recitare, ballare e soprattutto cantare, è un’infarinatura scolastica di cultura generale.
Come comprendere altrimenti i trailer cinematografici tratti dalle poesie di Leopardi, o le rivisitazioni dell’Inferno di Dante, o, celebratissimi, i condensati Promessi Sposi di Manzoni? Dopo un’apertura a sorpresa ‘Bollywoodiana’ con tanto di quiz sulla scia del film “The Millionaire”, ecco la parodia di Pinocchio selezionando le più celebri canzoni della storia della musica italiana, con i testi abilmente ‘adattati’ per l’occasione. Un Dante un po’ ‘burino’ dalla parlata romanesca accompagna distrattamente il pubblico nel suo Inferno, dove nonostante il contrappasso sembrano spassarsela un po’ tutti.
Con ‘Oblivion Show 2.0-Il Sussidiario’, al Rossetti fino al 22 aprile, si torna insomma ai tempi della scuola. “Abbiamo scelto la parola ‘Sussidiario’ per questo spettacolo – spiega il triestino Davide Calabrese dietro le quinte, comico, attore, mimo e cantante del gruppo – perché è un concetto ormai caduto in disuso, a scuola non esiste più, ma faceva parte della nostra vita e in esso vi era tutta la nostra cultura scolastica. Ci piace pensare di poter riportare in vita questo oggetto che i giovani non conoscono”.
Sono molti gli spunti nello spettacolo tratti dalla cultura scolastica di un tempo che fanno pensare che proprio la scuola nei cinque comici abbia lasciato un segno profondo. “Della scuola – racconta Lorenzo Scuda – mi restano una serie di ricordi confusi, dalla somma dei cateti alle filastrocche sporche su Pierino….”
Applauditissimi, gli Oblivion non potevano non concedere nel bis il condensato dei Promessi Sposi che li ha resi famosi sul web, 10 minuti di risate continue, al quale, da qualche mese, si è aggiunta su YouTube una nuova produzione con tanto di effetti speciali al computer, una parodia del film Avatar, ‘Obliatar’, di cui vanno molto fieri.
“Ci definiscono spesso comici ‘puliti’, poiché non usiamo un linguaggio volgare per far ridere la gente, ci fanno notare che non ci sono parolacce né gesti espliciti nei nostri spettacoli – scherzano Graziana Borciani e Francesca Folloni – ma in realtà ce ne sono eccome! Solo che la gente non se ne accorge”. “Ad esempio – aggiunge Fabio Vagnarelli – diamo del pedofilo al Papa, ma tutti ridono contenti….”
Sulle posizioni politiche ‘cantate’ che delineano una ferma protesta sulle questioni dell’alta velocità in Val di Susa e sulla riforma del lavoro, pubblicate in rete dalla fantomatica “Brigata Cretinetti”, gruppetto mascherato in giubba catarifrangente, definiti l’alter ego del quintetto, gli Oblivion prendono scherzosamente le distanze. “Non sappiamo chi sia questa ‘Brigata Cretinetti’ – dicono i comici con tono serio – noi siamo artisti e vogliamo divertire senza avere connotati politici, mentre questi qui vogliono fare comizi, protestano, ci fanno pubblicità ma prendiamo ufficialmente le distanze”.
Come una voce fuori campo, forse quella della coscienza insomma, l’intenzione dei cinque artisti per ora è quella di mantenere all’esterno del palcoscenico i ‘Cretinetti’ con i loro cori alpini e spiritual di protesta. Si possono trovare su YouTube (‘Work for Nero’ in merito alla riforma del lavoro e ‘La piccola vedetta piemontese’ sui recenti fatti della Val di Susa).
In un periodo di crisi come quello odierno gli Oblivion sono decisamente la ricetta per stare allegri. “Ma no – replicano i comici sarcastici – al punto in cui siamo per risolvere la crisi la ricetta è questa: più tasse, meno servizi, così il problema si risolve alla radice”.
Alessandra Ressa


