ECONOMIA Il ceo del gruppo: «Usciamo da Rcs, l’editoria è un mestiere difficile»

29.4.2012 | 14.40 – Via libera dall’assemblea di Generali al bilancio 2011, che mette in mostra un utile netto di 856 milioni e cedola da 0,2 euro. Ma il 2012, ha ipotizzato il ceo Giovanni Perissinotto, dovrebbe portare maggiori soddisfazioni: il primo trimestre ha segnalato una raccolta premi in aumento del 6,9% e per il 2012 le Generali prevedono utili in crescita tra 1,5 e 1,8 miliardi di euro e quindi dividendi in aumento per gli azionisti.
I premi complessivamente raccolti ammontano a 19,8 miliardi di euro, in crescita del 6,1% a termini omogenei a seguito del positivo sviluppo sia del segmento vita (+6,9% omogeneo) sia di quello danni (+4,7% omogeneo). Nei primi tre mesi dell’anno è stato quindi confermato il buon andamento dei risultati operativi di tutti i segmenti di business: danni, vita e settore finanziario; ed in particolare, i rami danni evidenziano un ulteriore miglioramento.
In primo piano ieri però le dure critiche di Leonardo Del Vecchio, patron di Luxottica, che ha in mano il 3% di Generali, che ha puntato il dito contro il management del Leone: «Fanno troppa finanza e poca assicurazione» ha detto Del Vecchio l’altro giorno al Corriere della sera, chiedendo le dimissioni di Peressinotto, laureato qui a Trieste in Economia e commercio. Decisa la replica del numero uno di Generali: «Noi siamo investitori, non siano finanzieri».
Il ceo ha anche prefigurato un aumento di capitale di Telco, difeso la volontà di continuare negli investimenti nell’Est Europeo in partnership con il finanziere ceco Petr Kellner, senza ricorrere ad aumenti di capitale, ed ha ribadito l’importanza dell’investimento in Citylife, il grande complesso immobiliare milanese.
Novità per quanto riguarda gli investimenti editoriale del gruppo. «Vogliamo uscire da Rcs – ha detto Perissinotto (nella foto) – perché l’editoria, oltre a essere un mestiere difficile, non rientra tra quelli delle Generali».


