Porto, la Monassi ha presentato il piano operativo per il rilancio

Attese 58 navi da crociera con circa 150 mila passeggeri

24.1.2012 | 18.11 – Marina Monassi, presidente dell’Autorità portuale di Trieste (APT), ha illustrato i punti salienti del Piano operativo delle opere, che «non si può chiamare Piano industriale solo perché non siamo dei privati – ha detto subito la Monassi – ma lo abbiamo concepito proprio come se APT fosse una SpA». Poi ha parlato del regime di Porto franco e dei Punti franchi, della strategia nei confronti di Alpe Adria e di Adria Fer, dell’uscita da Asso porti, della situazione in ripresa della TTP oggi Tani, nonché, dietro sollecitazione di Sergio Lupieri (PD), dei rapporti con gli armatori e i fornitori, dello sviluppo del Porto sulla base del Corridoio V, della tassa di ancoraggio e della quota di gestione degli ormeggi.

Piattaforma logistica: lavori di interramento fra scalo legnami, area ex Sidecar e area ex Italsider, il tutto inquadrato nella prospettiva del trasporto combinato strada-mare; terminal Ro-Ro (per navi-traghetto che caricano camion in modo autonomo) alle Noghere, nei pressi del confine tra i Comuni di Trieste e Muggia, e il canale di Zaule: la finalità è utilizzare le aree oggi dimesse creando nuovi centri destinati alle attività terziarie, non inquinanti; nuovo terminal ferroviario di Campo Marzio: un’analisi dell’armamento ferroviario esistente, tra binari all’interno della circoscrizione demaniale del porto di Trieste e binari nell’area di competenza di Rete ferroviaria italiana-RFI, ha evidenziato che si potrebbe realizzare un nuovo impianto ferroviario a cavallo tra le aree demaniali e delle ferrovie, in particolare a servizio del Molo VII; ampliamento della banchina nord del molo VII: si tratta di lavori di riqualificazione e allargamento del Molo VII sede del terminal contenitori.
La lista in tutto parla di interventi per 582,56 milioni di euro di cui 434,36 sono quelli ancora da finanziare (51,4 sono a carico di APT; 61,7 sono la quota dei concessionari; 321,26 sono a carico di altri enti come Regione e Stato).

La presidente non ha mancato di dare atto alla Regione dell’indispensabile sostegno finanziario al Porto e non ha nascosto una certa preoccupazione data dall’aumento dei container e delle navi da gestire, anche da crociera con relativi passeggeri, in uno spazio di manovra diventato troppo piccolo, che non può fare affidamento sul posizionamento in altezza dei container per i pericoli causati dalla bora.
Un pensiero è andato anche alla situazione crociere, in forte aumento. «Dopo quanto accaduto a Costa Concordia – ha fatto presente – i passeggeri hanno bisogno di essere rassicurati e messi a loro agio. Servono parcheggi, opere di messa in sicurezza e personale per la sicurezza, bisogna mettere in riparazione il molo Audace, essere collegati con l’aeroporto, perché si deve fare sistema». Notizia di ieri infatti è l’aumento da 28 a 58 navi da crociera che attraccheranno alla stazione marittima, portando con se almeno 150 mila passeggeri, tra aprile e novembre, che necessitano di alloggi e servizi.

Emanuele Esposito 

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