Polveri sottili, sforamenti continui nel 2011

La denuncia di Wwf: “Uno studio dell’Oms su 13 città italiane ha attribuito agli effetti a lungo termine delle Pm10 la causa di oltre 8mila morti all’anno”

11.1.2012 | 8.13 – Il 2011 è stato un anno nero per le polveri sottili, quella nube invisibile ma dannosissima per la salute delle persone che avvolge le nostre città e che nei principali centri del Friuli Venezia Giulia ha ampiamente superato i limiti stabiliti dalla normativa in materia. Andando a spulciare fra i dati riportati dalle centraline dell’Arpa, si scopre che a Trieste il tetto massimo di 35 sforamenti annui al limite di 50 ug al metro cubo è stato superato 48 volte in via Carpineto, di cui 10 nell’ultimo mese e un picco di addirittura 117 ug/m3 il 2 dicembre, e 35 volte in via Svevo. Situazioni analoghe sono state registrate anche a Udine e a Pordenone. 

“Si tratta di numeri ancor più preoccupanti – fa notare il Wwf – se si considera che, come evidenziano numerosi studi in materia, i danni alla salute iniziano molto prima dei 50 microgrammi, ossia già a 20 o 30 microgrammi, e aumentano gradualmente con l’aumento delle concentrazioni di inquinanti. La soglia legale è dunque solo una convenzione, un livello di allarme sopra il quale non si può proprio andare e che invece si supera allegramente”.

“Le ripetute concentrazioni elevate rilevate dalle centraline della regione, peraltro, sono doppiamente inaccettabili se si considera che i superamenti ammessi per le polveri sottili dovevano essere portati entro il 2010 da 35 a 7, ma la norma europea che prevede questa maggiore tutela per i cittadini è stata assurdamente prorogata. Assurdamente se si considera l’elevata mortalità delle Pm10: uno studio recente dell’Oms su 13 città italiane ha infatti attribuito agli effetti a lungo termine delle Pm10 la causa di oltre 8mila morti all’anno”. 

“Di fronte a questo scenario – afferma l’associazione ambientalista – il Piano d’azione regionale ha finalmente introdotto una strategia preventiva di contenimento degli episodi acuti di inquinamento basata su previsioni meteo e di accumulo degli inquinanti nell’atmosfera, come da sempre richiesto dalla nostra associazione, ma è insoddisfacente su altri fronti”.

“La Regione, ad esempio, avrebbe dovuto imporre gli interventi di limitazione del traffico, previsti nei casi di previsione di episodi acuti di inquinamento, non solo ai Comuni capoluogo ma anche a quelli limitrofi, perché l’assenza di collaborazione compromette l’efficacia stessa dei provvedimenti. Infine – conclude l’associazione – non ci stancheremo di ripetere che la difesa della qualità dell’aria non può che passare attraverso campagne di informazione e formazione dei cittadini, l’incentivazione dei trasporti alternativi all’auto e una decisa politica di limitazione del trasporto privato in auto, vedi car pooling (la condivisione delle auto private tra un gruppo di persone con orari e destinazioni regolari, come quelle di grosse strutture pubbliche) e car sharing (l’autonoleggio a ore di automobili parcheggiate in più punti della città), che soprattutto in tempi di recessione economica come quella che stiamo vivendo può rivelarsi una scelta di buon senso e di convenienza oltre che di tutela della salute e dell’ambiente. “Se cinque persone utilizzano la stessa auto, ci sarà bisogno di un unico posto di parcheggio e si produrranno meno inquinanti”.

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