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sabato, 3 Dicembre 2022

Il Vizietto rivive al Rossetti nel La Cage aux Folles

Massimo Ghini e Cesare Bocci vanno in scena dal 31 gennaio al 5 febbraio

I am what I am, I am my own special creation. So come take a look, give me the hook or the ovation…! Era il 21 agosto del 1983 quando per la prima volta, il ritornello di questo successo internazionale (grazie anche alla versione “disco” di Gloria Gaynor) risuonava sul palcoscenico. Si apriva la brillante avventura del musical La Cage aux Folles di Jerry Herman e Harvey Fierstein. Un “inno alla diversità” che fonde il profilo più provocatorio con quello della commedia tenera e sensibile, e usa una linea ironica evitando però ogni accento volgare o eccessivo.

 

La Cage aux Folles è l’adattamento in musical dell’omonima piéce del francese Jean Poiret, da cui nel 1978 è stato tratto il celeberrimo film Il Vizietto con gli indimenticabili Michel Serrault e Ugo Tognazzi.
Dopo i trionfi londinesi e negli States (lo show vinse sei Tony Award, ottenendone un altro nel 2010 per la riedizione) La Cage aux Folles arriva sul territorio nazionale, grazie a Massimo Romeo Piparo, fra i più quotati e fantasiosi registi di musical e uomo di spettacolo dalle grandi intuizioni: allo Stabile ha già presentato molti successi come l’indimenticabile La febbre del sabato sera, Hairspray, Jesus Christ Superstar…
Firmerà un’edizione italiana molto gustosa, a partire dai due protagonisti nei ruoli di Albin-Zazà e Renato: Massimo Ghini e Cesare Bocci.

Ghini – che al Politeama Rossetti è già stato in Vacanze Romane – si divide fra ottimo cinema e fiction tv (successi come Angelo Roncalli, La cittadella, Raccontami) senza mai perdere di vista il teatro. Non manca di versatilità Cesare Bocci – che deve la grande popolarità al personaggio di Mimì nella serie Il commissario Montalbano – ma ama il palcoscenico ed ha mosso i primi passi proprio nel musical: figura fra i fondatori della Compagnia della Rancia. Lo abbiamo applaudito in Sweet Charity e, sospendendo per un po’ l’attività su piccolo e grande schermo, sarà ora Renato. Questi assieme al compagno Albin gestisce a Saint Tropez un locale notturno per travestiti, dove Albin, in arte Zazà, trionfa come drag queen. I due hanno cresciuto felicemente Laurent, frutto di una fugace relazione di Renato con una ballerina. Ormai ventenne il ragazzo annuncia le sue imminenti nozze con la figlia di un politico ultraconservatore: nonostante l’affetto per Albin ritiene che questi, palesemente gay, non debba presenziare all’incontro con i rigorosi suoceri. La situazione genera una girandola di equivoci esilaranti, ricamati sullo sfondo sfavillante degli scatenati numeri coreografici delle drug queen, fino a condurre a un sorprendente finale.

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