Consiglio regionale spaccato: anche Tondo non ha firmato l’ordine del giorno. Sui principali quotidiani italiani tutto lo stupore di Beppino Englaro – Bellocchio «Politici poco democratici. È stato un “no” preventivo»

«Da uomo di sinistra ho fatto un film sul terrorismo e da ex alunno dei gesuiti ora affronto il tema dell’eutanasia. Quella di Eluana Englaro è una vicenda che mi ha colpito moltissimo e ho deciso di raccontarla nella forma in cui tutti noi l’abbiamo vissuta, ovvero quella mediatica. I mezzi di comunicazione si impadronirono della storia di questa povera ragazza e della sua famiglia». Queste le poche parole di Marco Bellocchio sul film “La bella addormentata” che a febbraio inizierà a girare proprio a Udine dove si è conclusa la parabola umana di Eluana, costretta per 17 lunghi anni in stato vegetativo.
Parole sulle ragioni che hanno spinto il regista piacentino ad affrontare un tema che ha spaccato l’Italia, pronunciate molte settimane prima che il Consiglio regionale votasse un ordine del giorno per impedire eventuali finanziamenti destinati a quest’opera cinematografica.
Poche ore fa il regista ha rotto il riserbo su questa polemica che continua a montare. «Io, quando faccio un film, sono abituato a dire ai miei interlocutori: “Giudicate voi, fatevi una vostra idea”. Ma ostacolare un film prima ancora che sia fatto mi sembra davvero poco democratico» ha dichiarato Bellocchio al quotidiano Libertà di Piacenza in edicola sabato.
«Il Consiglio regionale del Friuli Venezia Giulia – afferma Bellocchio – ha detto “no” al finanziamento senza avere valutato il film e senza neppure aver letto un copione: è stato un “no” preventivo, perché i consiglieri hanno pensato che fosse un film pro-eutanasia e anti-cattolico. Ma non è così: in “Bella addormentata” non lancio alcun messaggio. E non è neanche un film su Eluana Englaro: non racconto la storia di Eluana, non entro nel merito, non prendo una posizione. È un’opera di fantasia, che sullo sfondo del dramma di Eluana racconta storie diverse, ispirate in diverso modo alla sua».
A sottoscrivere il documento sono stati in tanti: i quattro consiglieri regionali dell’Udc Edoardo Sasco (capogruppo), Maurizio Salvador, Giorgio Venier Romano e Alessandro Tesolat; gli esponenti del Pdl Franco Baritussio (vice capogruppo), Massimo Blasoni, Paride Cargnelutti, Roberto Novelli, Paolo Santin, Roberto Marin, Piero Camber, Bruno Marini, Piero Tononi; i consiglieri della Lega Nord Danilo Narduzzi (capogruppo), Enore Picco e Federico Razzini; i consiglieri del Pd Paolo Menis, Franco Iacop, Enzo Marsilio, Daniele Gerolin, Franco Codega e Sergio Lupieri, oltre i consiglieri del Gruppo misto Alessia Rosolen (Un’Altra Regione), Paolo Ciani (coordinatore regionale del Fli) e Luigi Ferone (Partito Pensionati).
Per dare un’idea di quanto anche il Consiglio sia spaccato trasversalmente su questo argomento basti ricordare che su quel documento non hanno voluto apporre la loro firma né il capogruppo del Pdl Daniele Galasso, né quello del Pd Gianfranco Moretton. Ma anche Tondo ha schivato l’ostacolo. «Per correttezza va ricordato – precisa Piero Colussi dei Cittadini-Libertà Civica – che la Giunta regionale aveva espresso il proprio parere negativo sull’ordine del giorno presentato in Aula, segno evidente che il presidente Renzo Tondo, buon amico di Beppino Englaro, non aveva condiviso per niente questa discutibile iniziativa».
Colussi giudica inoltre oscurantista e irricevibile il tanto contestato ordine del giorno. «Irricevibile – spiega il consigliere – perché si tratta di un ordine del giorno confuso e disinformato, predisposto da qualcuno che non ha evidentemente mai letto la legge sul cinema e non ha la più pallida idea di che cosa sia e cosa faccia una Film Commission. Infatti – continua Colussi – va chiarito subito, che la Fvg Film Commission non è una spa bensì un’associazione nata 10 anni fa e riconosciuta con legge dalla Regione al fine di promuovere la realizzazione di film e audiovisivi nel territorio regionale. Se il film prodotto dalla casa di produzione Cattleya risponderà ai requisiti previsti dalla nostra legge regionale – si chiede il consigliere dei Cittadini-Libertà Civica – perché non dovrebbe poter accedere ai finanziamenti previsti? Per inciso va ricordato che la produzione ha dichiarato che le riprese del film previste a Udine dureranno 8 settimane. Un dato, questo, che tradotto in ricadute economiche per il territorio significa circa 1 milione di euro fra alberghi, ristoranti, assunzione di maestranze locali…».
Ma la polemica è esplosa ovviamente anche sulle colonne dei giornali nazionali e locali. Sul Messaggero veneto Beppe Giulietti e Federico Orlando a nome dell’associazione Articolo 21 si interrogano: «chi ha paura di Eluana Englaro e di Marco Bellocchio? Ci auguriamo che si tratti solo di un equivoco, di uno spiacevolissimo equivoco, che sarebbe opportuno dissolvere subito, prima che prenda corpo il legittimo sospetto che qualcuno abbia ancora paura, anzi il terrore della memoria di Eluana».
Nessuna paura invece per Sasco, primo firmatario del documento che sempre sul quotidiano friulano precisa che «il documento vuole semplicemente evitare che un finanziamento pubblico regionale contribuisca a usare una drammatica vicenda umana sulla quale tutti devono essere rispettosi delle sensibilità di tutti, senza far riemergere posizioni diverse, contrastanti e in conflitto fra loro».
Duro, quasi minaccioso, invece il capogruppo dell’Udc con la “spa” Fvg Film Commission che gestisce il fondo per finanziare le riprese effettuate in Regione. «Appare fuorviante che il suo presidente insista nell’affermare che finora non è stata presentata una specifica domanda di contributo. Ciò non significa che il problema non esista, essendo stato annunciato da autorevoli fonti giornalistiche, da noi riprese, nelle scorse settimane. Al riguardo va posto l’accento che, su un argomento così rilevante e delicato, il consiglio regionale aveva tutto il diritto di pronunciarsi come ha fatto e ora l’organo esecutivo, la Giunta regionale, dovrà attenersi all’indirizzo approvato qualora venga formalmente presentata domanda di finanziamento».
«In ogni caso – attacca Sasco sul Messaggero – riteniamo opportuno che il Poillucci, in quanto presidente di una società partecipata dalla Regione (partecipata? un’associazione culturale? n.d.r.), si astenga da giudizi sul caso specifico, per evitare implicazioni di carattere politico, e per rispetto del voto dell’Aula. Inoltre, su un tema come questo non si possono esaltare solo gli aspetti e i giudizi legati alla “ricaduta economica” dell’operazione, come egli fa con le sue dichiarazioni, ma devono essere adeguatamente vagliati anche e soprattutto tutti gli aspetti di carattere etico e morale, come giustamente ha fatto il nostro consiglio regionale». A parte il fatto che Poillucci non ha espresso nessun giudizio, nel comunicato diramato due giorni fa da Fvg Film Commission (e che pubblichiamo di seguito integralmente ) si spiega in lungo e in largo le modalità di finanziamento dei film e solo alla fine, le ultime 7 righe su 50 complessive, sono dedicate al notevole impatto economico che questa realtà è stata in grado di generare in 8 anni di attività.
I quotidiani nazionali hanno invece dato giustamente voce a chi questa vicenda l’ha vissuta in prima persona, il papà di Eluana, Beppino Englaro. «Nel film non c’è la figura di Eluana né la mia – rassicura a Stefania Ulivi sul Corriere -. Non hanno capito che il film non è contro nessuno e che questo tema va, in ogni caso, affrontato. Continuare su questa strada è quasi assurdo. Sarebbe bastato riflettere un po’ per capire che è un comportamento inaccettabile. Bellocchio si ispira a questa vicenda, in particolare agli ultimi giorni di vita di Eluana, guardandola dal punto di vista politico, ma sullo sfondo ci sono i grandi temi della vita e della morte. Quando si muove un regista del suo livello si dovrebbe solo essere curiosi di vedere la sua immaginazione cosa riuscirà a creare, non reagire in maniera limitata».
Già, un regista di grande livello che continua a spiazzare con le sue scelte artistiche e umane. «Bellocchio mi ha detto che l’aveva colpito la lettera di mia figlia sulla libertà e su noi genitori, una lettera sul rispetto verso se stessi e gli altri – scrive Piero Colaprico su Repubblica -. E che nel suo film c’è un politico, un ex socialista, entrato nella maggioranza, alle prese con i problemi della religione. Ora, se uno come Bellocchio fa un film sulle persone in stato vegetativo, io come cittadino non me la sentirei né di imbavagliarlo, né di mettergli i bastoni tra le ruote, né di non fargli avere un contributo, se è previsto. Viceversa, se esistono altri registi che vogliono raccontare la stessa storia sotto una luce diversa, si esprimano pure. È il mercato, sono i critici, è il pubblico a stabilire i valori in campo. Non c’ è bisogno di contorcere, e storcere la realtà. Mi ricordo – conclude Beppino – di aver letto di un film su Alberto da Giussano, superfinanziato dal governo, che è stato un flop pazzesco. E se il film di Bellocchio ispirato a Eluana non fosse un flop, è questo che temono?».
Roberto Toffolutti
30.12.2011 | 21.35
Comunicato Stampa Fvg Film Commission – precisazioni su Ordine del giorno del Consiglio Regionale FVG
collegato con il DDL 148 A “Legge Finanziaria 2012”
Con riferimento all’ordine del giorno collegato con il DDL 148 A “Legge Finanziaria 2012”, che il Consiglio Regionale FVG ha votato nei giorni scorsi e che è stato successivamente ripreso dalla stampa locale e nazionale, si precisa quanto segue in merito al film “Bella addormentata” di Marco Bellocchio, produzione Cattleya s.r.l.:
1. la casa di produzione suddetta non ha al momento presentato richiesta di finanziamento al FVG Film Fund, ex art. 10 LR 21 del 6 novembre 2006.
2. qualora ciò avvenisse, il preposto organismo regionale (che, ricordiamo, non è la Film Commission, titolare solo della fase istruttoria, ma un apposito comitato tecnico, come previsto da regolamento attuativo della legge stessa) valuterà l’opera candidata secondo i criteri espressi dalla legge e dal relativo regolamento.
3. i criteri di cui sopra sono criteri generali di:
• attrazione di iniziativa imprenditoriale sul territorio, con relativo indotto economico
• incentivazione dell’occupazione di maestranze locali
• sviluppo dell’economia
• promozione e valorizzazione del territorio
e, nello specifico della valutazione comparata (secondo punteggio e graduatoria) del citato Comitato tecnico, criteri di :
• pertinenza in relazione alla promozione del territorio regionale
• originalità e carattere innovativo
• efficacia
• fattibilità
• qualità del soggetto, della sceneggiatura e di ogni altra caratteristica dell’opera
• ricadute economiche sul territorio regionale anche in termini di incentivazione dei flussi
turistici e di occupazione delle maestranze locali
inoltre, in sede di application form, si richiede alle produzioni candidate di presentare quali elementi dirimenti la valutazione di finanziamento, oltre a sceneggiatura e soggetto del film, i curricula del regista e della società di produzione (e non corre certamente bisogno di ricordare in questa sede i curricula di Marco Bellocchio e della Cattleya S.r.l.).
4. la legge regionale suddetta, che l’ordine del giorno in oggetto mette addirittura in dubbio circa alla sua liceità complessiva, non disciplina solo il Film Fund e l’attività della Film Commission, ma è un provvedimento regionale “per la promozione, la valorizzazione del patrimonio e della cultura cinematografica, per lo sviluppo delle produzioni audiovisive e per la localizzazione delle sale cinematografiche nel Friuli Venezia Giulia” e in quanto tale disciplina la materia tout court (festival, mediateche, cineteche, formazione, produzione, sale, ecc.).
Tale legge è stata modificata, e quindi di fatto riapprovata, non più tardi del 27 ottobre 2010.
Quanto al Regolamento che l’ordine del giorno in oggetto cita (peraltro arbitrariamente e senza alcuna corrispondenza alla realtà), esso non è più in vigore dal 29 settembre u.s., quando è stato sostituito da quello attualmente in vigore. Quest’ultimo è stato approvato da questo stesso Consiglio Regionale, che quindi ha avuto la possibilità di valutarlo nel merito ed avrebbe potuto allora apportare eventuali modifiche che tenessero conto di altri criteri, quali quelli posti in capo all’ordine del giorno in oggetto.
5. nel merito, si fa presente che il film non è un film “su Eluana Englaro”.
Peraltro, se anche lo fosse, esso verrebbe parimenti valutato secondo i criteri sovraesposti.
6. l’indotto economico derivante dalla presenza di produzioni cinematografiche sul territorio regionale oscilla, dal 2003 (anno di istituzione del FVG Film Fund, primo ed imitatissimo fondo alla produzione regionale in Italia), tra i 7 e i 13 milioni di Euro annui.
L’indotto occupazionale oscilla tra le 160 e le 230 maestranze regionali impiegate (più migliaia di comparse locali annue).
Il monte pernottamenti delle troupe in regione oscilla tra le 8mila e le 13mila notti/anno.
L’indotto in termini di promozione del territorio, non quantificabile, è parimenti significativo.
Federico Poillucci
Presidente Friuli Venezia Giulia Film Commission


