Dario Argento conferma vecchi e nuovi progetti al Trieste Science+Fiction

Il Trieste Science+Fiction, tra i tanti ospiti di fantascienza, non ha trascurato il cugino horror, bene rappresentato nella sede del Festival dai registi Dario Argento e Ruggero Deodato.
Dario Argento, alla conferenza stampa del sabato, ha fatto il punto sui suoi ultimi progetti, dando conferma su alcuni, smentendo altri e non dimenticando un giudizio sull’attuale cinema di genere italiano. Il Trieste Science+Fiction è stata infatti l’occasione per presentare il restauro in 4k di Zombi, di George Romero, con il montaggio europeo di Argento, resosi necessario all’epoca per superare la rigida censura. Il regista aveva infatti cambiato l’originale romeriano su richiesta dei censori, inaspettatamente confezionando una versione che tutt’ora si preferisce all’originale “americano”. Il nuovo Zombi, offerto nella sezione Sci-fi Classix del Festival, torna perciò al cinema e in blu-ray per terrorizzare il pubblico.

dario argento trieste science fictionLa conferenza ha infatti esordito con le domande sulla versione rimasterizzata di Zombi e 4 mosche di velluto grigio: recuperi in entrambi i casi con la benedizione di Dario Argento, nel primo caso “mi ha presentato a Venezia Refn, che è un grande ammiratore del film”, nel secondo caso “un momento importante della mia carriera, un importante cambiamento rispetto al mio precedente cinema”. Il recupero delle vecchie pellicole è “una buona cosa, anche in Francia lo fanno ormai da molto”.

Al riguardo del remake di Suspiria, di Luca Guadagnino, Dario Argento ha preferito deviare la domanda, scherzare sul fatto “che non ne so nulla, nessuno mi ha informato. Mi chiameranno sul set e sono curioso, ma non dirò nulla, guarderò soltanto, sarò un testimone muto”. Pressato dai giornalisti per un giudizio più netto, ha concesso che è “un’operazione commerciale per fare denaro, non certo interessantissima, o molto utile”.

Nonostante sia addolorato per i tanti impegni che lo allontanano dalla “mia nuova strada, l’opera lirica”, Dario Argento si è dichiarato impegnato a fondo con due nuovi progetti: una serie tv chiamata Suspiria de Profundis e un film, Sandman, già finanziato con una campagna crowdfunding. Il Suspiria di Argento, da non confondere con il remake di Guadagnino, sarà una serie tv tratta dall’omonimo libro dell’oppiomane Thomas de Quincey, un’avventura programmata già per due stagioni, dai dodici episodi ciascuno, ambientata nella Londra del 1840. “Un affresco storico” concorda Argento, in seguito a una delle domande, “una visione artistica di quegli anni, del mondo di com’era, della città di Londra come un immondezzaio e con diverse cose riprese dalla cabala ebraica, dal libro di Quincey”. Il regista dirigerà un paio di episodi, oltre a scrivere il “piano di lunga scadenza” e a supervisionare il tutto, come da richiesta dei produttori americani.
Sandman nasce invece come una fusione tra la novella L’omino del sonno, di E. T. A. Hoffmann, e il fumetto Sandman, di Neil Gaiman. Sandman in realtà “è pronto, ma i produttori sono di diverse nazioni e sono sempre in disaccordo. Si comincerà comunque a girare a fine febbraio, a fine marzo, scelte le location.” Argento si confessa al riguardo un po’ stanco, “sono tante le cose che si stanno assommando e mi fanno girare la testa”.

A un’ultima domanda sul cinema di genere italiano risponde, scherzando, “il cinema di genere è troppo complessa come definizione, non si capisce bene cosa sia questo genere, cosa vi entri, un po’ di tutto”. Sul film “Lo chiamavano Jeeg Robot”, di Gabriele Mainetti, concede però che “il regista è bravo sì, intelligente”.

Zeno Saracino

Roberto Toffolutti
Roberto Toffoluttihttps://www.triesteallnews.it
Giornalista professionista. Redazione Trieste All News

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