“Non guardarmi così che sbando”, studio della SISSA dimostra come l’espressione di un volto può influenzare le nostre azioni

08.10.2015 | 12.00 – Un viso con un’espressione emotivamente carica, specie se l’emozione è la rabbia, può influire sul corso delle nostre azioni. Questo è il risultato di una ricerca della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati (SISSA) di Trieste, pubblicata su Cognitive Neuroscience. L’effetto distraente è potenzialmente pericoloso in alcune situazioni, come ad esempio la guida.

Una faccia che entra nel nostro campo visivo ci distrarrà, influenzando il corso delle nostre azioni (funziona come una sorta di attrattore). Ma qual’è l’elemento che nel viso risulta così irresistibilmente “attraente”? Secondo uno studio della SISSA sia il sesso del viso che l’emozione espressa hanno degli effetti distraenti, ma la seconda sembra rispondere a un meccanismo più profondo, automatico e implicito.

Elisabetta Ambron, ricercatrice della SISSA, Raffaella Rumiati, professoressa della SISSA e responsabile del laboratorio INSULA, e Francesco Foroni, ricercatore della SISSA, hanno condotto alcuni esperimenti in cui un compito motorio eseguito sul monitor di un tablet veniva disturbato dall’apparizione di facce. Gli esperimenti in realtà erano due. Durante l’esecuzione del compito motorio, nel primo si chiedeva al soggetto di osservare e riportare il tipo di emozione espressa dalla faccia, nel secondo il suo sesso. In entrambi i casi le facce distraenti varivano sia per sesso che per espressione così che nell’esperimento 1 il sesso era considerata una variabile “non pertinente” con il compito, mentre l’espressione era la variabile pertinente. Viceversa accadeva nell’esperimento 2.

In entrambi gli esperimenti la dimensione pertinente influenzava la traiettoria tracciata sul tablet con il dito (la attirava verso il punto dello schermo dove la faccia era apparsa), ma solo nell’esperimento due anche la variabile non pertinente, aveva lo stesso effetto di quella pertinente.

Questo significa, secondo gli autori, che le espressioni emotivamente cariche sono un potente distrattore che funziona anche a livello implicito (senza che l’attenzione sia già rivolta a questo tipo di stimolo).

Focalizziamoci ora sulla questione delle distrazioni mentre si guida. La ricerca condotta dai ricercatori della SISSA di Trieste dimostra così che “le espressioni, in particolare la rabbia, che è stata quella a mostrare l’effetto più marcato negli esperimenti, sono stimoli evolutivamente importanti perché possono per esempio difenderci da aggressioni. Per questo il risultato non stupisce”, spiega il ricercatore Francesco Foroni. “L’aspetto negativo di questo effetto distrattore, d’altro canto, è che può portare a situazioni pericolose. Immaginate un individuo che alla guida sia distratto da cartelloni pubblicitari che ritraggono delle facce, non è una situazione così improbabile. Chi si occupa di sicurezza stradale dovrebbe tenerne conto”.

Per ulteriori info: www.sissa.it

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