02.04.2019 – 08.43 – Il capolavoro della regina del giallo Agatha Christie ritorna a inquietare gli spettatori con un intrigante spettacolo scritto e diretto dalla mano “spagnola” di Ricard Reguant. Le scenografie dell’art déco si coniugano con una cura rara nel suo genere per il realismo e l’approfondimento psicologico, al servizio di un classico della letteratura. Potenzialità che rimarrebbero inespresse, se non fosse per il concentrato di bravura in scena, con dieci professionisti del teatro italiano: Giulia Morgani, Tommaso Minniti, Caterina Misasi, Pietro Bontempo, Leonardo Sbragia, Silvano Piccardi, Ivana Monti, Carlo Simoni, Alarico Salaroli, Giancarlo Ratti. Come i “Dieci piccoli indiani” dell’opera, un gruppo ben assortito di diverse generazioni, background e “stile” recitativo, uniformato dalla comune abilità attoriale.
“Dieci piccoli indiani… e non rimase nessuno” di Agatha Christie arriva al Politeama Rossetti nell’ambito della Stagione di Prosa del Teatro Stabile del Friuli Venezia Giulia, dal 3 al 7 aprile.
L’autrice inglese concepì l’opera nel 1936, la pubblicazione avvenne nel 1939. Il titolo “Ten Little Niggers” (Dieci piccoli negri, o Dieci negretti), richiama il primo verso della filastrocca che ritorna spesso nelle pagine, tratto da una canzone americana di metà Ottocento, firmata da Septimus Winner e intitolata poi “Ten Little Indians”.
L’anno successivo, si rese necessario modificare anche il titolo del libro in occasione dell’uscita negli Stati Uniti, per evitare di offendere la sensibilità dei cittadini di colore, e si scelse come nuovo titolo l’ultimo verso della filastrocca, “And Then There Were None”. Così il romanzo fu pubblicato anche in Italia, ma negli anni Settanta si impose definitivamente “Dieci piccoli indiani”.
Proprio per gli echi dell’imminente seconda guerra mondiale, che gli intellettuali percepivano e certamente già esternavano nelle loro opere, questo romanzo è il più cupo nella produzione di Agatha Christie: ma proprio grazie a tale sentimento la narrazione risulta intessuta d’intrigo e da una suspense che trova il suo apice in un finale tra i più spiazzanti mai scritti e lascia il lettore con il fiato sospeso fino all’ultima riga.
Il celebre plot – che rappresenta una vera scuola, una pietra miliare per gli autori di storie gialle – vuole che dieci sconosciuti, con diversi pretesti siano invitati su una bellissima isola. Arrivati nelle camere, trovano affisse agli specchi la poesia “Dieci piccoli indiani”. La filastrocca parla di come muoiano, uno dopo l’altro, tutti i piccoli indiani. E come loro, anche gli ospiti sull’isola solitaria iniziano misteriosamente a morire: il terrore serpeggia fra gli invitati, che si accusano a vicenda fino ad arrivare alla scioccante conclusione che l’assassino sia uno di loro.
Fin dal primo applaudito adattamento teatrale, firmato dalla stessa Christie e replicato nel 1943 a Broadway per 426 volte, il finale messo in scena non è stato mai quello originale del romanzo: si cercò infatti di addolcirlo per non pesare sugli spettatori già provati dai dolori della guerra.
Oggi però il pubblico desidera ritrovare sulla scena ciò che ama nel romanzo e al Rossetti, in accordo con la Aghata Christie Limited, la compagnia proporrà la conclusione mozzafiato del libro.
Per approfondire in merito ad Agatha Christie e alla sua opera, lo Stabile propone giovedì 4 aprile alle ore 18 alla Sala Bartoli un incontro condotto dal direttore della British School del Friuli Venezia Giulia, Peter Brown, a cui prenderanno parte anche i protagonisti dello spettacolo.
Venerdì 5 aprile alle ore 17.30 la conferenza sarà tenuta in lingua inglese. Ad entrambi gli appuntamenti l’ingresso è libero, fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Lo spettacolo va in scena alle ore 20.30 da mercoledì 3 a sabato 6 aprile e domenica 7 alle ore 16.
I biglietti ancora disponibili si possono acquistare nei consueti punti vendita e circuiti oppure in internet accedendo direttamente dal sito del Teatro, www.ilrossetti.it. Per ogni informazione ci si può rivolgere al numero 040. 3593511.


