La turbinosa “Messa da Requiem” martedì al Verdi

TEATRO L’opera, che il celebre compositore dedicò ad Alessandro Manzoni, chiude le celebrazioni per il bicentenario dalla nascita

13.12.2013 | 15.40 – Si chiude con la bellissima “Messa da Requiem” di Giuseppe Verdi all’omonimo teatro lirico di Trieste l’anno delle celebrazioni dedicate al compositore di Busseto a due secoli dalla nascita.

La travolgente composizione, seconda nel suo genere per raffinatezza solo al “Requiem” K626 di Mozart, verrà rappresentata al “Verdi” di Trieste martedì 17 dicembre e mercoledì 18 ancora una volta sotto la guida dell’abile bacchetta del Maestro Gianluigi Gelmetti, che proprio con l’opera verdiana “Il Corsaro” aveva aperto le celebrazioni a Trieste lo scorso gennaio. Una partitura quella della “Messa da Requiem”, tra cui è bene ricordare il celebre e intenso “Dies Irae”, che non dovrebbe mettere a dura prova il coro del nostro teatro per il turbinio dei brani e per il pathos che essi trasmettono.

Per la realtà corale del “Verdi” infatti, preparata dal Maestro Paolo Vero, la composizione fa parte del “repertorio”, avendola rappresentata brillantemente l’ultima volta, nonostante la dubbia acustica della sala “Tripcovich” meno di quattro anni fa.

La “Messa da Requiem” fu composta da Verdi nel 1874 ed eseguita per la prima volta nella Chiesa di San Marco a Milano il 22 maggio 1874, in occasione del primo anniversario della morte di Alessandro Manzoni. Accanto ai meriti letterari, a Manzoni fu da sempre attribuito il ruolo di sostegno, sia pure solo ideale, della causa dell’indipendenza italiana e del Risorgimento. Alcune sue poesie, come ad esempio “Marzo 1821”, furono sempre interpretate in chiave patriottica.

Per questo aspetto che lo interessava particolarmente, Verdi, profondamente colpito dalla sua morte scrisse alla contessa Maffei: “Con lui finisce la più pura, la più santa, la più alta delle glorie nostre! Molti giornali ho letto! Nessuno ne parla come dovrebbe. Molte parole, ma non profondamente sentite. Non mancano però i morsi. Persino a Lui! Oh la brutta razza che siamo!”. L’ammirazione per l’uomo e per lo scrittore, e la tristezza per gli articoli poco sentiti letti sui giornali italiani, fecero sorgere in Verdi il desiderio di dedicare personalmente un omaggio allo scrittore scomparso.
Da qui nacque l’idea di una Messa di Requiem da eseguirsi nel primo anniversario della morte. La composizione che Verdi si apprestava a scrivere, veniva dunque a costituire un omaggio pubblico dell’intera cultura italiana ad uno dei protagonisti di quella vicenda risorgimentale che si era appena conclusa.

La prima esecuzione della Messa di Requiem a Milano, sotto la direzione dell’autore, ebbe come solisti Teresa Stolz, Maria Waldmann, Giuseppe Capponi e Ormondo Maini. Qualche tempo dopo fu proposta anche alla Scala, con grande successo di pubblico. La critica, invece bollò il lavoro come troppo poco “sacro” ed eccessivamente “teatrale”.

Con la Messa di Requiem Verdi ha creato un’opera in cui l’uomo si confronta dolorosamente e senza illusioni con il mistero della morte e dell’aldilà, con domande che non avranno risposta. Un bel regalo di Natale da parte del teatro “Verdi” per il pubblico triestino, non c’è davvero modo migliore di concludere sia le celebrazioni verdiane, sia questo 2013 pieno di incertezze. Non resta che gioire di questo eterno capolavoro.

Il quartetto di canto a cui è affidata l’ interpretazione solistica della “Messa da Requiem” è composto dal soprano Rachele Stanisci, dal mezzosoprano Laura Polverelli, dal tenore Gianluca Terranova e dal basso Enrico Iori.
La Stagione Sinfonica prosegue il 24 e 25 gennaio 2014 con il concerto diretto dal M° Oleg Caetani con la partecipazione del pianista Nikolay Khozyainov. In programma musiche di Čaijkovski e Šostakovič.


Alessandra Ressa

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