16.11.16| 10.48- L’Istat ha pubblicato ieri l’indagine annuale sul tasso di morti e incidenti automobilistici nel Friuli Venezia Giulia. Si segnalano in aumento, rispetto al 2014, gli incidenti (+6,7%) e i feriti (+7,8%). Sono notizie in controtendenza rispetto al generale calo nel resto delle regioni italiane (rispettivamente -1,4% e -1,7%). Diminuiscono le vittime sulla strada, -30,0 % rispetto all’aumento dell’1,4 % sul territorio nazionale.
Nell’ambito degli Obiettivi Europei, la Regione Friuli Venezia Giulia ha conseguito i più notevoli risultati, con una netta diminuzione degli incidenti, mortali e non. Rispetto al 2001, nel 2015 le vittime della strada si sono ridotte del 66,2% contro il -51,7% della media italiana, mentre fra il 2010 e il 2015 la riduzione è stata del 32,0% (-16,7% in Italia). In testa pertanto alle classifiche, specie considerando come fra 2010 e 2015 l’indice di mortalità sul territorio regionale sia passato da 2,6 a 2,0 deceduti ogni 100 incidenti, mentre quello medio nazionale mutava da 1,9 a 2,0.
Le statistiche sul rischio di incidente stradale mostrano che sono aumentati gli incidenti, ma sono diminuiti quelli mortali; in generale l’incidentalità è elevata in tutti i comuni capoluogo, lungo gli assi e raccordi autostradali, nei comuni a nord di Pordenone, lungo la SS202 Triestina e la SS52 Carnica. L’indice di mortalità diminuisce nei comuni capoluogo di Trieste, Udine e Pordenone, mentre aumenta in quello di Gorizia; nell’insieme di queste aree i decessi sono passati da 24 del 2014 a 12 del 2015.
Nel 2015 il maggior numero di incidenti (71,3% del totale) si è verificato sulle strade urbane, provocando 34 morti (48,6% del totale) e 3.179 feriti (67,3%). Rispetto all’anno precedente i sinistri aumentano del 3,8% in ambito urbano, del 14,4% sulle autostrade, del 14,8% sulle strade extraurbane. Gli incidenti più gravi continuano ad avvenire sulle strade extraurbane (3,7 decessi ogni 100 incidenti) e sulle autostrade.
La probabilità di fare incidenti è maggiore in primavera ed estate, a causa dei flussi turistici. Il 44,5% degli incidenti dell’anno avviene tra maggio e settembre. L’84% degli incidenti avviene tra le 7 e le 20, ma l’indice di mortalità raggiunge i valori più elevati nella fascia oraria tra le 4 e le 5 del mattino (15,4 morti ogni 100 incidenti) e tra mezzanotte e l’una (10,9), con valori di molto superiori alla media giornaliera (2,0). La febbre del sabato sera sembra venire riconfermata dai numeri dell’Istat, considerando come il venerdì e il sabato notte si concentrano il 45,6% degli incidenti notturni, il 63,2% delle vittime e il 49,9% dei feriti. L’indice di mortalità dei soli incidenti notturni è pari a 5,0 decessi ogni 100 incidenti, contro 2,0 registrato in totale.
La maggior parte degli incidenti stradali avviene tra due o più veicoli (69,3%); la tipologia di incidente più diffusa è lo scontro frontale-laterale, seguita dal tamponamento. La tipologia più pericolosa è la fuoriuscita, seguono l’urto con veicolo in momentanea fermata o arresto e l’investimento di pedone.
Tra le colpe del guidatore primeggia il mancato rispetto delle regole della precedenza o del semaforo, la guida distratta e la velocità troppo elevata, come prime tre cause assolute. Considerando solo le strade extraurbane, la velocità troppo elevata incide per il 18,0%, la guida distratta per il 16,4%, il mancato rispetto delle regole della precedenza o del semaforo per il 12,1.
Molti di più i morti tra gli over 64 (7,7 per 100 mila abitanti) e i 15-29enni (7,5 per 100mila abitanti). Sono infatti ultrasessantaquattrenni il 60,0% dei pedoni rimasti vittima di incidente stradale e il 29,2% dei feriti.



