Approvato lo Statuto Fvg, abrogate le Province. Serracchiani:”conquista di tutta la comunità regionale”, Russo:”affrontare senza tabù tema Città metropolitane”

20.7.16 | 11.10 – Ieri alla Camera si è tenuta la quarta e ultima votazione che ha approvato in via definitiva la legge costituzionale che modifica lo Statuto della Regione Friuli Venezia Giulia che, tra l’altro, abroga le attuali quattro province.
Hanno votato a favore i gruppi della maggioranza (337), in 61 hanno votato no (Lega, Fi e Fdi) e in 107 si sono astenuti (M5s e Si).

Nel nuovo Statuto del Friuli Venezia Giulia vengono soppresse le province e sono previsti due livelli di amministrazione territoriale: la Regione e i comuni.

Entrano nello Statuto le “città metropolitane”, una sorta di “associazione” tra comuni.

Viene abbassato da 25 a 18 anni, l’età per poter essere eletto consigliere regionale, si riduce di un terzo, da 15 mila a 5 mila, il numero di firme necessarie per l’iniziative legislative popolari.

Serracchiani 24.4.2015Tra i commenti al voto della Camera, è arrivato quello della Presidente Serracchiani: “Il Friuli Venezia Giulia è la prima Regione in Italia ad aver completamente cancellato le Province dal suo ordinamento: è un evento di cui possiamo andare fieri tutti – ha detto Serracchiani – va considerato una conquista di tutta la comunità regionale, perché abbiamo dimostrato di saper fare uso efficace dell’autonomia che lo Statuto speciale ha affidato alla nostra Regione. Nel giro di un anno, attraverso l’azione convergente del Consiglio regionale unanime e del Parlamento, abbiamo portato a termine un percorso non semplice che prevedeva la modifica della Costituzione”.

“La semplificazione dell’ordinamento degli Enti locali – ha proseguito la presidente – va incontro a un largo e profondo sentire della popolazione e, con la riduzione dei livelli di intermediazione, l’aumento dell’efficienza dei servizi e il risparmio che ne deriva, rappresenta una modernizzazione del sistema istituzionale del territorio regionale. L’auspicio è che l’azione riformatrice della Regione nel suo complesso possa essere condivisa e – ha concluso – portata avanti al di là delle temporanee colorazioni partitiche”.

Plaude all’esito della votazione ma pone dei distinguo, il senatore Pd Francesco Russo: “adesso, – scrive Russo – non bisogna lasciare il lavoro a metà. Il riordino degli Enti locali va concluso velocemente modificando quanto non ha funzionato nella proposta delle UTI e coinvolgendo in maniera più piena le comunità che fino ad oggi non sono state convinte delle scelte operate. Nella comunità regionale i sindaci hanno sempre avuto un ruolo centrale e va ribadito che non è possibile riformare il tessuto istituzionale senza aver fatto tutti gli sforzi per renderli protagonisti e partecipi di un processo peraltro necessario”.

Francesco RussoRusso ritorna poi su un tema a lui caro e portato avanti nel corso della campagna per le Primarie che lo aveva visto opposto al Sindaco uscente Cosolini: “ora non si perda neppure un attimo per affrontare senza tabù e senza ideologie campanilistiche il tema delle città metropolitane, uno strumento adottato da tutte le aree più dinamiche in Europa e che in particolare a Trieste ha visto la maggioranza dei cittadini a favore di un modello istituzionale capace di ridare protagonismo e occasioni di sviluppo ad un territorio che è interesse anche del Friuli rilanciare.

Dico allora al Sindaco Dipiazza di non perdere tempo in sterili polemiche. Si ricordi di aver firmato insieme ad altri 5.000 cittadini la richiesta per Trieste città metropolitana e sia conseguente. Se la UTI giuliana non ha avuto successo tocca anche a lui mobilitarsi per trovare un accordo con altri sindaci delle (ormai soppresse) province triestina e goriziana per immaginare un modello istituzionale più snello, con meno burocrazia e capace di intercettare i fondi che l’Europa destina a queste realtà.
E poi abbia il coraggio di presentarsi in Regione chiedendo ciò che Trieste sta aspettando e che può rappresentare un momento di rilancio per tutto il Friuli Venezia Giulia”.

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