“L’ultima notte. Anatomia di un suicidio”

26.11.2012 | 11.59 – Soltanto la scrittura sensibile ma anche acuta, determinata e meticolosa di un intellettuale, giornalista, drammaturgo dello spessore di Corrado Augias – in questa occasione affiancato da Vladimiro Polchi – poteva affrontare un tema tanto delicato e complesso, sul piano umano come pure su quello politico…
Ne “L’ultima notte. Anatomia di un suicidio”, in scena al Rossetti da martedì e fino al 4 dicembre, l’argomento trattato è infatti la storia di Raul Gardini, la sua paraola luminosa e la fine drammatica. A interpretarlo, in un monologo “ad alta tensione”, un attore dalle profonde capacità d’analisi, dalla grande intensità espressiva come Luciano Roman. Sarà la sua sensitiva adesione alle inquietudini del personaggio ad accompagnarci lungo la parabola di un uomo che dalla ostentata sicurezza, anzi arroganza, dell’inizio, cederà progressivamente, quasi svuotandosi. Il forte, teso, soliloquio dell’uomo ha il tono, la cadenza, di chi stia finalmente facendo i conti con se stesso. Per compiacersi, o forse per trovare motivi di un coraggio che comincia a mancare. Il suo monologo è intervallato da proiezioni di filmati che rievocano momenti della sua vita, un’ascesa che per qualche anno è parsa inarrestabile. Ma le immagini, e le parole, rievocano anche gli scontri e i pericoli della politica. Si capisce che la storia di quest’uomo esemplifica l’abbraccio tra potere e capitale, tra esigenze politico-sociali e avventura, brutalmente: tra politica e denaro.
La storia di un equilibrio difficile, forse impossibile, un abbraccio che può diventare mortale.
Emanuele Esposito


