25.9.15 | 15.45 – Dura la presa di posizione di alcune sigle sindacali degli operatori di Polizia in merito alle dichiarazioni del Ministro degli Interni Alfano nel corso del “question time” alla Camera di mercoledì, durante il quale il titolare degli Interni, aveva parlato dell’invio presso la Questura di Trieste di un contingente aggiuntivo di circa 50 poliziotti per rafforzare il presidio dei confini tra Italia e Slovenia.
Lapidario il commento del SAP : “mai visto il contingente aggiuntivo di 50 unità”.
“La scorsa settimana – ha scritto il sindacato in una nota – in concomitanza con il trasferimento dei profughi dal Silos alla struttura dell’ex deposito della SAF di Valmaura, erano giunti a Trieste 20 uomini del Reparto Mobile di Padova che, dopo aver soggiornato un paio di giorni nel capoluogo giuliano, sono rientrati alla loro sede sabato sera.
Altri uomini, forse una trentina tra la Guardia di Finanza e i Carabinieri, territoriali (in servizio a Trieste), erano in realtà solo stati allertati”.
Praticamente sulla stessa linea il COISP, secondo il quale i 50 uomini di rinforzo sono rimasti a Trieste solo per 3 giorni per poi andare via.
A delineare meglio la situazione il Prefetto di Trieste, Francesca Adelaide Garufi che ha spiegato che i 50 uomini erano stati richiesti da lei a causa della situazione di incertezza che si era venuta a creare ai confini tra Croazia e Slovenia, schiacciate dai massicci arrivi di profughi.
Si trattava quindi di una mossa preventiva in vista di una possibile emergenza, ma – ha chiosato il Prefetto – poiché sul nostro territorio non si è verificata nessuna emergenza, i rinforzi ( 50 unità ndr.) dopo tre giorni sono rientrati nelle loro sedi.
Secondo il Commissario di Governo questa è stata: ” la dimostrazione di come sia possibile un pronto adeguamento in caso di necessità dei moduli operativi delle forze dell’ordine”.
Nella polemica si è inserito anche il capogruppo della Lega alla Camera, il triestino
Massimiliano Fedriga, che ha dichiarato che “a Trieste non c’è stato alcun aumento di forze dell’ordine e che le dichiarazione di Alfano vanno approfondite. Se ha mentito in un’aula parlamentare – ha concluso il leghista – il Ministro dovrebbe dimettersi.
In una situazione estremamente “fluida”, il problema profughi in città potrebbe esplodere in tutta la sua gravità, in quanto risulta evidente già ora che il sistema dell’accoglienza diffusa propugnato da Regione e Prefettura, si è dimostrato sostanzialmente fallimentare; è di ieri l’urlo di allarme del Sindaco Cosolini che, sulle colonne del Piccolo, ha avvertito come il sito di via Rio Primario sia di fatto già insufficiente.
Il Silos nei pressi della stazione ferroviaria per il quale era stato richiesto lo sgombero per motivi sanitari, continua a ricevere sempre nuovi “ospiti” e sul terreno resta sempre l’allarme lanciato dall’Azienda Assistenza Sanitaria che aveva definito le condizioni di vita delle persone ricoverate all’interno, come: ” intollerabili, prive di qualsiasi requisito minimamente accettabile per la dignità e la salute della persona” ed aveva richiesto alle Autorità lo sgombero.
Ieri i profughi del silos e in generale il problema dei migranti ai confini del nord est sono stati protagonisti di un servizio durante la trasmissione Virus, condotta da Nicola Porro, su Raidue
Attualmente a Trieste sono presenti 984 migranti, tra richiedenti asilo (751), 119 inseriti nel sistema Sprar e 150 minori non accompagnati a carico del Comune, ma come detto si tratta di una situazione in continua evoluzione.
Tra Trieste e Gorizia sono 240 le persone prive di alcuna sistemazione.
Marco Bonini
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