‘Mille occhi sul Tagliamento’: così volontari e satelliti monitorano il Re dei fiumi alpini

25 luglio 2026 – ore 11:30 Il Fiume Tagliamento è da qualche mese oggetto di un’inedita attività di monitoraggio civico. Da aprile 2026, oltre trenta volontari dei circoli locali di Legambiente FVG, dell’associazione Foce del Tagliamento e del WWF FVG, percorrono con cadenza mensile l’intera asta fluviale. Da Socchieve alla foce, i volontari documentano lo stato di salute del fiume, segnalando eventuali scavi, i mezzi motorizzati presenti in alveo e i tratti impoveriti o prosciugati dalle captazioni idriche. I dati vengono raccolti con il supporto tecnico-scientifico del CIRF (Centro Italiano per la Riqualificazione Fluviale), e incrociati con le immagini satellitari elaborate dall’Università di Salerno. L’iniziativa, che prende il nome di “Mille occhi sul Tagliamento”, dà continuità al percorso avviato nel 2025 con la campagna “Free Tagliamento”, promossa dalle stesse associazioni (Legambiente FVG, WWF FVG, Lipu FVG, CIRF e Foce del Tagliamento, con il sostegno di Patagonia).

Segnalazioni e criticità

Il quadro emerso dall’attività di monitoraggio mostra come il Tagliamento sia attualmente sottoposto a pressioni rilevanti. Il 10 aprile, a Pioverno, un volontario ha segnalato importanti lavori di scavo a monte e a valle del ponte, privi di delimitazioni e cartelli di cantiere. Il 21 maggio, alla confluenza con il torrente Cosa, un altro volontario ha osservato alcuni fuoristrada entrati nell’alveo per pic-nic e, presumibilmente, bivacco: una presenza finora mai riscontrata in quel tratto. Il fenomeno desta preoccupazioni tra gli osservatori: dopo la deregolamentazione dei primi anni Duemila, gli alvei classificati e i terreni con pendenza inferiore al 30% sono stati esclusi dal vincolo idrogeologico. Di conseguenza, oggi il demanio idrico regionale non prevede specifiche limitazioni all’accesso dei mezzi motorizzati, fatta eccezione per le aree appartenenti alla Rete Natura 2000. Anche in questi siti, tuttavia, gli accessi restano numerosi e i controlli risultano insufficienti. Alla luce delle segnalazioni raccolte dai volontari, gli enti competenti sono chiamati ad affrontare con urgenza la questione.

Un’altra segnalazione, effettuata presso il ponte di Braulins e risalente al 15 luglio, ha rilevato ulteriori criticità: in questo caso, la soglia di deflusso risultava completamente asciutta. La ghiaia era stata spostata per mantenere attivo un unico canale e garantire un minimo passaggio d’acqua sotto il ponte, anche se probabilmente non sufficiente a consentire la risalita della fauna ittica. Sul posto erano presenti un escavatore, il personale del Corpo forestale regionale e i tecnici dell’Ente Tutela Patrimonio Ittico. La gravità della siccità è evidente: la poca acqua rilasciata a valle di Ospedaletto fatica a raggiungere Peonis, riducendo ulteriormente la disponibilità idrica lungo il corso del fiume Tagliamento.

Come funziona il monitoraggio

I dati vengono raccolti in numerosi punti sensibili del Tagliamento, ad esempio lungo confluenze, derivazioni, ponti e aree di estrazione di inerti. Tali osservazioni vengono quindi integrate con i passaggi satellitari del programma Landsat, mentre le rilevazioni sulla quantità e sulla distribuzione dell’acqua presente in superficie vengono integrate con il programma Sentinel-2. Il Dipartimento di Ingegneria Civile dell’Università di Salerno elabora i dati, combinando i rilievi in alveo con le immagini satellitari al fine di valutare la continuità fluviale.

Un progetto per conoscere e tutelare il Tagliamento

L’attività di monitoraggio s’inserisce nel percorso di divulgazione avviato nel 2025 con la campagna “Free Tagliamento” e con il convegno internazionale del CIRF dedicato alla gestione dei fiumi a canali intrecciati. “Mille occhi sul Tagliamento” punta a costruire una conoscenza condivisa su uno dei fiumi più preziosi d’Europa: grazie ad un approccio di citizen science, sarà possibile produrre informazioni indipendenti e verificabili sulle pressioni antropiche e sugli effetti della crisi climatica che oggi interessano il Re dei fiumi alpini. I risultati delle rilevazioni saranno inoltre confrontati con i dati pubblicati dalla Regione, anche in relazione ad alcuni prossimi passaggi importanti, tra cui il rinnovo delle concessioni per le grandi derivazioni idroelettriche, l’attuazione del deflusso ecologico a valle delle captazioni e la definizione del programma di gestione dei sedimenti.

Articolo di Benedetta Marchetti

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