21 luglio 2026 – ore 18:30 – Si è concluso con l’impegno a proseguire il confronto l’incontro tra il Comune di Trieste e la nuova proprietà della Pallacanestro Trieste, convocato per affrontare il tema dell’utilizzo del PalaRubini e del futuro della società biancorossa. Alla riunione hanno partecipato, per il Comune, l’assessore allo Sport Elisa Lodi, il direttore generale Fabio Lorenzut, il ragioniere capo Vincenzo Di Maggio e il direttore degli impianti sportivi Fabio Cipriani. La Pallacanestro Trieste era rappresentata dall’azionista di maggioranza Josh Hiller, dai componenti del consiglio di amministrazione Connor Barwin e Aaron Leopold, dal general manager Micheal Arceri, dall’assistant general manager Daniele Cavaliero e dallo staff della società. Presente anche il presidente di Trieste Basket, Daniele Muha, in rappresentanza della componente locale della proprietà. Nel corso del confronto, definito da entrambe le parti “cordiale e costruttivo“, è stata ribadita la volontà condivisa di considerare la Pallacanestro Trieste un patrimonio sportivo e culturale della città. L’amministrazione comunale ha confermato la disponibilità a collaborare per individuare una soluzione sostenibile, sia nel breve sia nel lungo periodo.
Da parte della società, Hiller ha espresso la volontà di raggiungere un’intesa sull’utilizzo del PalaRubini, con l’obiettivo di mantenere a Trieste la sede e tutte le attività del club. Le parti hanno riesaminato le proposte già sul tavolo e valutato nuove ipotesi, concordando di aggiornarsi a breve con un nuovo incontro. Poche ore prima del vertice era arrivato anche l’appello della Curva Nord, che aveva invitato tutti i soggetti coinvolti a trovare un’intesa. “Un patrimonio della città va tutelato, salvaguardato, supportato. Chi è parte in causa sia lungimirante per il bene di una tifoseria e di una città“, si legge nella nota diffusa dai tifosi organizzati. Un messaggio che richiama il valore simbolico dell’impianto di via Flavia: “Il PalaTrieste è la nostra casa e lì vogliamo gioire, soffrire, piangere, tifare. Via Flavia trasuda storia e passione, via Flavia orgoglio e tradizione”.
Articolo di Francesco Antonucci
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