15 luglio 2026 – ore 18:00 – Il Partito Democratico di Trieste chiede un intervento urgente del Comune dopo le segnalazioni di cittadini sulla presenza di ratti, anche in pieno giorno, all’interno del Giardino pubblico Muzio de Tommasini, uno dei principali spazi verdi cittadini frequentati quotidianamente da bambini, famiglie e anziani. A sollevare la questione sono la segretaria provinciale del PD, Maria Luisa Paglia, e il capogruppo democratico della Quarta Circoscrizione, Luca Bressan, che invitano l’Amministrazione comunale a verificare l’efficacia dell’ultima derattizzazione e ad attivare un monitoraggio costante dell’area. “I ripetuti avvistamenti, documentati anche con fotografie e video, descrivono una situazione che non può essere ignorata. La presenza di ratti non può diventare motivo di preoccupazione per chi vive questo spazio ogni giorno”, afferma Bressan, chiedendo un intervento “quanto prima” accompagnato da controlli continui. Il Comune aveva comunicato di aver effettuato tra il 25 e il 29 maggio un intervento di derattizzazione intensiva, che aveva comportato la chiusura del Giardino pubblico per cinque giorni. Secondo il Partito Democratico, i nuovi avvistamenti registrati a meno di due mesi di distanza rendono necessario verificare l’efficacia delle misure adottate e valutare ulteriori interventi.
“Quando una mamma arriva a documentare con un video ciò che accade in un parco frequentato da tanti bambini, siamo di fronte a una segnalazione che l’Amministrazione deve prendere seriamente”, sostiene Paglia. “La tutela della salute pubblica e la qualità degli spazi comuni non possono essere temi secondari. Chi governa ha il dovere di garantire luoghi curati e sicuri, soprattutto quando sono destinati ai più piccoli”. Per il PD, oltre a un intervento immediato, serve una strategia di prevenzione e manutenzione continuativa, affinché, conclude Paglia, “i triestini abbiano il diritto di vivere i propri parchi senza timori e senza che situazioni di questo tipo diventino parte della normalità”.
Articolo di Francesco Viviani


