11 luglio 2026 – ore 11:30 – E se il modo più efficace per raccontare il cambiamento climatico non fosse guardando al passato? Il Museo della Bora capovolge la prospettiva abituale, proponendo una narrazione alternativa del clima in mutamento. “Segnali di Cambiamento” (“Znanilci sprememb”) parte dai “luoghi del cuore” dei triestini per immaginare il clima di domani: il progetto si presenta come un laboratorio aperto al pubblico, a partecipazione libera, pensato per sviluppare una visione condivisa del futuro climatico del territorio. L’appuntamento con “Segnali di Cambiamento” si terrà giovedì 16 luglio, alle 18:30, al Borarium di Opicina (via Nazionale 49).
A guidare l’attività saranno sei illustratori e illustratrici che lavorano in Friuli Venezia Giulia: Jan Sedmak, Giovanna Giuliano, Paolo Pascutto, Aleš Brce, Giulia Silipo e Giulio Quarantotto. L’incontro punta innanzitutto a raccogliere le idee, i dati e le suggestioni che la cittadinanza partecipante saprà offrire, in un processo condiviso e creativo aperto a curiosi di tutte le età. Il primo obiettivo di “Segnali di Cambiamento” sarà la creazione di una mappa relazionale dei luoghi più amati di Trieste: dalla panchina di Contovello al Molo Audace, i partecipanti saranno chiamati a riflettere, in chiave emozionale e personale, sui mutamenti che stanno notando nelle diverse aree della città. In una seconda fase entrerà quindi in gioco il future thinking: ai presenti verrà chiesto di co-immaginare l’aspetto di quei luoghi tra qualche decina di anni.
Il metodo reinventa le consuete modalità del lavoro creativo: il tema non sarà affidato all’interpretazione di un singolo artista, ma approfondito attraverso un dialogo vivace tra sensibilità e personalità diverse. Dal confronto emergerà una vera e propria immagine collettiva, che solo in un secondo momento verrà trasposta su carta dagli addetti ai lavori. Nelle settimane successive al laboratorio, gli illustratori e le illustratrici trasformeranno gli spunti raccolti in cartoline, nel classico formato 10×15, e in una grande affissione urbana in formato 6×3, pensata per intercettare chi cammina per strada: l’uscita dei lavori è prevista in autunno.
Il progetto è primo a pari merito tra i vincitori del bando Re-Active, promosso dalla Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia in seno al Programma Interreg Italia-Slovenia. Senza dubbio, “Segnali di Cambiamento” si distingue per l’originalità delle attività proposte. Ma perché, parlando di cambiamento climatico, dovremmo guardare avanti invece che indietro? Così risponde Rino Lombardi, presidente del Museo della Bora: “Perché è lì, nel futuro, che stiamo andando. Il progetto completo, che comprende altre attività che si svolgeranno nelle prossime settimane, si chiama ‘Segnali di cambiamento’ perché intendiamo esplorare sia i segnali negativi, sia quelli positivi. I segnali positivi, attraverso le buone pratiche, ci danno l’energia per affrontare gli altri”. E così, invece di limitarsi al consueto confronto con la realtà di ieri, “Segnali di Cambiamento” punta ad aprire nuove prospettive sul clima di domani.
Articolo di Benedetta Marchetti


