8 luglio 2026 – ore 15:30 – “Il welfare culturale può diventare uno strumento concreto di inclusione sociale e di valorizzazione del patrimonio regionale. Per questo è necessario che la Regione investa in progetti sperimentali capaci di mettere in rete cultura, servizi sociali e Terzo settore“. Lo afferma in una nota la consigliera regionale Manuela Celotti (Pd), intervenuta oggi in V Commissione durante l’esame delle parti di competenza dell’Assestamento di bilancio 2026-28. Secondo Celotti, “il Friuli Venezia Giulia può aprire una nuova stagione di politiche culturali attraverso percorsi di coprogrammazione e coprogettazione con gli Ambiti socio-assistenziali e il Terzo settore, coinvolgendo le persone in condizioni di fragilità nella gestione di piccoli musei, biblioteche e reti culturali. L’obiettivo è costruire esperienze che coniughino inclusione, partecipazione e tutela del patrimonio, trasformando i beni culturali in luoghi di comunità e opportunità“.
Per sostenere questo percorso, la consigliera dem annuncia “la presentazione di un emendamento per istituire un fondo dedicato a sperimentazioni di welfare culturale, destinato ai territori che hanno già avviato forme di collaborazione tra enti locali. Un secondo fronte riguarda l’archeologia industriale, che non può più restare un patrimonio dimenticato. Tra gli esempi, figura l’amideria Chiozza, simbolo di un’eredità storica e produttiva che merita di essere recuperata e valorizzata”. “La Regione deve avviare un piano di investimenti per restituire questi luoghi alle comunità e inserirli in un circuito culturale e turistico regionale. Significa riconoscere anche il lavoro delle amministrazioni che, con risorse limitate, hanno già avviato percorsi di recupero. Investire nell’archeologia industriale – conclude – significa rafforzare l’identità dei territori e creare nuove opportunità di sviluppo per le aree interne”.
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