8 luglio 2026 – ore 07:00 – Il Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini ha appena concluso una ‘due giorni’ a Belgrado, in Serbia, onde discutere di progetti infrastrutturali, dai trasporti per l’export-import, all’Expo prevista a Belgrado nel 2027, in particolare con il (traballante) Presidente Aleksandar Vučić. E, proprio nell’occasione, si è parlato di rilanciare il collegamento ferroviario diretto Trieste-Belgrado, ponendo l’Italia come capofila. La linea che prevedrebbe una serie di lavori che coinvolgerebbero pertanto maestranze specializzate e know-how italiano, è stata inserita tra i progetti del piano di sviluppo fino al 2035 della Serbia e sarebbe una naturale evoluzione per il porto giuliano, già molto proteso verso i Balcani del Nord, ferrovie balcaniche permettendo. Un’eccezione è proprio in Serbia, perché per le merci la linea ferroviaria dal confine serbo-croato alla capitale è moderna ed efficiente. Si è parlato, a questo proposito, esplicitamente di “corridoio merci” che dovrebbe attraversare Italia, Slovenia, Croazia e Serbia. Nel corso degli incontri Salvini ha anche discusso con le ministre serbe all’Economia serba Adrijana Mesarović e alle Costruzioni, Trasporti e Infrastrutture Aleksandra Sofronijević.
Se ne riparlerà, in Regione Friuli Venezia Giulia, con il governatore Fedriga, sebbene appaia scontato un forte appoggio al progetto.
“È una delle priorità che tutti i colleghi ministri mi hanno messo sul tavolo. La complessità è che riguarda quattro Paesi. Però mi sono proposto come Italia di usare alcune occasioni internazionali per essere capofila, per la progettazione non solo passeggeri, che il Politecnico di Milano aveva già fatto, ma anche come corridoio merci. Deve superare alcune criticità, come ad esempio in Croazia, dove ci sono decine di chilometri a binario unico. Però collegare direttamente Trieste con Belgrado, passando per Croazia e Slovenia, serve non solo il porto di Trieste, ma gli interi Balcani occidentali: un cambio epocale” ha commentato per l’ANSA il ministro Salvini.
Articolo di Zeno Saracino


