19 giugno 2026 – ore 10:30 – L’IRCCS materno infantile Burlo Garofolo risulta uno dei 19 studi ammessi a finanziamento a livello nazionale, per un importo pari a 983mila euro: in particolare l’AIFA ha confermato, a proposito del bando di ricerca indipendente sulle malattie rare 2025 aggiudicato dal Burlo, l’importanza del progetto dedicato alla malattia di Kawasaki. La ricerca valuterà l’impiego dell’anakinra (un farmaco biologico contro una proteina infiammatoria chiamata IL1, ndr) come trattamento di prima linea per questa patologia, attraverso un approccio innovativo che prevede l’utilizzo di gruppi di controllo costruiti a partire da dati clinici preesistenti e analizzati anche mediante strumenti d’intelligenza artificiale. Il riconoscimento non sorprende, per quanto colpisca per la sua ampiezza; il Burlo è da decenni tra i principali centri in Italia impegnato nella diagnosi e cura delle patologie rare pediatriche.
Il progetto è stato promosso dal Burlo Garofolo, capofila della ricerca con il professor Andrea Taddio, direttore della struttura di Reumatologia pediatrica e Immunologia clinica dell’Istituto e professore associato di Pediatria dell’Università di Trieste, ed è stato messo a punto con il significativo contributo del professor Gabriele Simonini, direttore dell’Unità operativa di Reumatologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria IRCCS Meyer di Firenze, e del professor Marco Cattalini, responsabile della Reumatologia pediatrica dell’Azienda Socio Sanitaria Territoriale degli Spedali Civili di Brescia. I tre centri fanno parte di Incipit (Italian Network for Pediatric Clinical Trials), la rete nazionale dedicata alla promozione della ricerca clinica pediatrica, che supporterà le attività scientifiche e operative dello studio.
La malattia di Kawasaki (KD) è un’infiammazione che colpisce i vasi sanguigni e in particolare le arterie coronarie, con conseguenti patologie cardiache; la cura standard prevede la somministrazione di immunoglobuline per via endovenosa (IVIG), ma una percentuale compresa tra il 20% e il 25% dei pazienti manifesta una resistenza al trattamento, il che comporta un aumento del rischio di complicanze cardiache, e l’anakinra (ANA), secondo i risultati di studi clinici recenti, costituisce una alternativa per la riduzione della febbre e per la prevenzione degli aneurismi. L’obiettivo primario dello studio è la verifica della validità di questa terapia attraverso l’analisi dei livelli di sicurezza, della tollerabilità, della durata del ricovero ospedaliero e degli esiti clinici.
“Aver ricevuto quasi un milione di euro di finanziamento rappresenta un importante riconoscimento della qualità scientifica del progetto e della capacità dei centri coinvolti di collaborare per affrontare sfide cliniche complesse. L’obiettivo è produrre nuove evidenze scientifiche che possano tradursi in migliori opportunità di cura per i bambini affetti da questa patologia rara”, dichiara il professor Taddio, responsabile scientifico del progetto.
“Essere stati ammessi nella graduatoria nazionale AIFA attesta il valore della ricerca clinica sviluppata dalla rete dei professionisti del nostro IRCCS e delle istituzioni che collaborano all’interno del Consorzio Incipit. Un risultato che conferma l’efficacia della ricerca partecipata nel generare innovazione e nuove opportunità per i pazienti”, dichiara Anna Arbo, direttore della Farmacia Ospedaliera del Burlo e componente del direttivo Incipit.
Articolo di Zeno Saracino


