Trieste è la città in Italia dove si incassa meno dagli autovelox

5 giugno 2026 – ore 07:00 – Strombazzare di clacson per piccole pause, avventurosi sorpassi, camion in contro mano, la bretella del Porto Vecchio trattata come una gara di Formula 1 e, non di rado, investimenti di pedoni. Trieste, sotto il profilo delle auto, è una città giudicata più e più volte negli ultimi anni dagli specialisti ostile, priva di quei rallentamenti della velocità, come i dissuasori, presenti anche in piccoli e vicini centri come Monfalcone. Rientra in questa cornice anche la (quasi) assenza di multe dagli autovelox: il Comune ha avuto nel 2025 il risultato in assoluto peggiore in tutta Italia con un -94,4%. Fanno di peggio solo le grandi e caotiche città come Roma con un -52% (2,3 milioni di euro) e Milano con un -34,8%, passando da 10,6 a 6,9 milioni. Segue, in ambito provinciale, Bolzano con un -84,1% e Bari con un -73%. La classifica è stata redatta dal Codacons utilizzando i dati forniti al Ministero dell’interno dai Comuni italiani. In generale i Comuni italiani hanno multato molto meno a confronto col passato con gli autovelox, con un calo del -8,9%. I dati in particolare corrispondono alle 20 maggiori città italiane che hanno guadagnato, dalle odiate ‘scatole’, 56,5 milioni in un anno, sanzionando chi violava i limiti di velocità; 5,5 milioni in meno a confronto col 2024, quando erano stati registrati 62,1 milioni. C’è anche una macroscopica eccezione: di Napoli non si sa nulla, la città alla data del 31 maggio non ha inviato come previsto dalla legge la documentazione.

La città forse più ligia alle regole è Firenze con 19,7 milioni di euro, al secondo posto si colloca Bologna con 9,2 milioni e in terza posizione Milano con 6,9 milioni; quest’ultima scesa di posizione a confronto con gli anni scorsi. La città dove, dal 2024 al 2025, si è guadagnato maggiormente dagli autovelox risulta essere Ancona, con un passaggio da 855mila euro a 1,8 milioni (+116%), seguita da Genova (+54%). Bizzarri e irrilevanti sotto il profilo statistico casi come Galatina, nel Salento, e Colle Santa Lucia, sulle Dolomiti, i quali grazie a una posizione strategica ‘tassano’ di fatto gli automobilisti di passaggio.
Numerosi inoltre gli intralci all’uso degli autovelox, negli ultimi anni; il censimento che obbligava i comuni a comunicare i dati sugli apparecchi, regole più stringenti per i Comuni e infine la messa fuori legge degli apparecchi non omologati, risultando nelle famose ‘scatole vuote’.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

Ultime notizie

Dello stesso autore