1 giugno 2026 – ore 10:30 – Il Tar del Lazio ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da alcuni residenti interessati dagli espropri previsti per il progetto della cabinovia Trieste-Porto Vecchio-Carso, sostenuti dal Comitato No Ovovia, contro il decreto ministeriale che aveva assegnato all’opera 48,8 milioni di euro di finanziamenti statali. Lo riferisce oggi Il Piccolo. Il ricorso riguardava il decreto firmato nel 2024 dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini, con il quale le risorse inizialmente previste dal Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr), successivamente venute meno, erano state sostituite da fondi statali. Secondo quanto riportato dal quotidiano triestino, i ricorrenti contestavano la mancanza di una motivazione adeguata per la destinazione delle risorse al progetto della cabinovia. Nella sentenza pubblicata il 1° giugno, il Tar ha invece ritenuto che il Ministero abbia agito nell’ambito delle proprie competenze e sulla base di un’istruttoria tecnica, dichiarando inammissibile il ricorso.
La decisione conferma quindi la disponibilità dei 48,8 milioni di euro destinati all’infrastruttura, uno dei principali progetti sostenuti dall’amministrazione comunale di Trieste per il collegamento tra Porto Vecchio-Porto Vivo e l’altopiano carsico. Come evidenzia Il Piccolo, restano tuttavia aperte altre questioni. I finanziamenti risultano infatti distribuiti in più annualità, tra il 2027 e il 2034, e potrebbero rendere necessario un anticipo delle risorse da parte del Comune. Inoltre risultano ancora pendenti alcuni ricorsi davanti al Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi su ulteriori aspetti dell’iter autorizzativo dell’opera. La cabinovia continua a rappresentare uno dei temi più dibattuti nel panorama politico e amministrativo cittadino, dividendo sostenitori e oppositori sul piano ambientale, urbanistico ed economico.
Articolo di Francesco Viviani
Cabinovia, la battaglia continua: nuovo ricorso al Consiglio di Stato e raccolta fondi rilanciata


