31 maggio 2026 – ore 10:30 – Paradossi della democrazia: Robert Golob del Movimento Libertà, lo scorso aprile 2026, aveva vinto le elezioni in Slovenia, ma il margine era a tal punto ridotto che le possibilità di formare un governo erano apparse immediatamente esigue. L’ago della bilancia era stato il partito, di stampo populista e no vax, Resni.ca (Verità), il quale si era alla fine alleato con il capo dell’opposizione, in passato tre volte premier, Janez Janša. Questi ha presentato all’Assemblea Nazionale la lista dei 15 candidati a incarichi ministeriali, dopo che i partner della coalizione hanno approvato le rispettive candidature.
Secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa slovena Sta, le audizioni parlamentari dovrebbero iniziare lunedì e la sessione straordinaria per la conferma del governo sarà convocata per giovedì.
I candidati proposti dall’Sds di Janša sono Andrej Šircelj per la carica di ministro delle finanze, Franci Matoz come ministro dell’interno e della pubblica amministrazione, Tone Kajzer per gli affari esteri e l’Unione europea, Borut Rončevič come ministro dell’istruzione, della scienza e della gioventù, Polona Rifelj per l’ambiente e la pianificazione territoriale, Ignacija Fridl Jarc come ministro della cultura e Suzana Lep Šimenko come ministro senza portafoglio per gli sloveni all’estero.
Invece la coalizione NSi-Sls-Focus ha proposto Jernej Vrtovec per le infrastrutture e l’energia, Valentin Hajdinjak come ministro della difesa, Janez Cigler Kralj per l’agricoltura, Mateja Ribič come ministro della demografia, della famiglia e degli affari sociali e Monika Kirbiš Rojs per l’autonomia locale, la coesione e lo sviluppo regionale; e infine i Democratici hanno proposto Anže Logar come ministro dell’economia, del lavoro e dello sport, Tadej Ostrc per la sanità e Mihael Zupančič come ministro della giustizia.
Articolo di Zeno Saracino


