Ebola, quanto è preparata la Sanità del Friuli Venezia Giulia?

25 maggio 2026 – ore 07:00 – Che cosa succederebbe, se a Trieste o in generale nel Friuli Venezia Giulia, si presentasse al pronto soccorso un malato di Ebola? La domanda non è peregrina, considerando l’epidemia diffusa nel cuore profondo della Repubblica Democratica del Congo; e nel contempo è ricorrente, perché di epidemie di Ebola si discute da diversi decenni, ad andamento ricorrente.
Proprio dodici anni fa, nel 2014, vi era stato un ‘allarme Ebola’ molto simile, anzi maggiore nelle paure scatenate nella popolazione italiana. Nell’occasione il FVG mise in atto le misure preventive per la patologia con uno specifico protocollo e risultò il primo in assoluto in Italia a farlo; non servì nella pratica, va chiarito, ma vennero comunque innalzati i livelli di guardia. Si osservò, all’epoca, come i tempi di incubazione della malattia fossero troppo rapidi, affinché il morbo giungesse tramite i canali dell’immigrazione clandestina. I rapporti economici e politici di Trieste e del FVG con il Congo erano e sono tutt’oggi molto bassi, se non proprio inesistenti. L’Ebola infine di per sé è facilmente debellabile lavandosi le mani, isolando i pazienti e utilizzando le necessarie barriere; se si diffonde così tanto nel Congo è a causa di un ambiente tribale, un’infrastruttura impoverita se non proprio assente e l’usanza culturale di fare rituali di guarigione che prevedono proprio l’utilizzo di secrezioni umane, a propria volta vettori di contagio.

Sotto il profilo tecnico, dodici anni fa, era stato implementato un questionario per i pazienti in ospedale dove si verificava la probabilità di avere avuto contatto con infetti dal cuore dell’Africa e in generale dalle aree tradizionalmente colpite. L’Ebola, nelle sue prime fasi, è piuttosto difficile da individuare perché i sintomi iniziali sono molto generici. In ogni caso, in presenza di un caso sospetto, si era deciso che non sarebbe stato utilizzato l’elicottero, ma un’ambulanza diretta verso la Clinica malattie infettive di Udine o Trieste a seconda della vicinanza, senza rischiare casi di contagio nell’Ospedale generico o nel pronto soccorso.

Articolo di Zeno Saracino

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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