24.01.2026 – 13.25 – La 37ª edizione del Trieste Film Festival entra oggi nella sua giornata conclusiva, sabato 24 gennaio, dopo una mattinata già densa di appuntamenti che ha accompagnato il pubblico verso il gran finale di questa sera al Politeama Rossetti. La giornata si è aperta all’Antico Caffè San Marco con gli ultimi Q&A e gli incontri con autori, autrici e ospiti del festival. Fin dalle prime ore del mattino il tradizionale spazio di confronto ha riunito pubblico e professionisti attorno ai film in programma, con la partecipazione di Gabrielė Urbonaitė, Yulia Lokshina, Or Sinai, Banu Ramazanova, Žiga Virc e Stefan Đorđević. Un momento di dialogo che ha chiuso idealmente il ciclo di incontri di questa edizione, confermando il ruolo centrale del festival come luogo di scambio tra cinema e società. In contemporanea, al Cinema Ambasciatori hanno preso il via le ultime proiezioni del concorso documentari, con la prima nazionale di Militantropos di Yelizaveta Smith, Alina Gorlova e Simon Mozgovyi del Collettivo Tabor. Il film, già presentato alla Quinzaine des Cinéastes di Cannes e in altri importanti contesti internazionali, ha riportato al centro della riflessione l’impatto quotidiano della guerra, raccontando vite sospese tra fuga, resistenza e perdita, in un ritratto corale che ha segnato una delle proiezioni più intense di questa giornata conclusiva.
Tra gli eventi extra della mattinata si è svolta anche la performance partecipativa Yugo Yoga al Mercato Coperto, a cura di Lara Ritosa-Roberts e Klaudia Wittmann, in collaborazione con l’associazione Cizerouno – Varcare la frontiera. L’intervento artistico ha coinvolto il pubblico in un’esperienza collettiva che ha intrecciato movimento, memoria e ironia, riflettendo sulle eredità culturali della ex Jugoslavia e più in generale sull’immaginario socialista europeo. Il pomeriggio prosegue ora con i principali appuntamenti cinematografici. Al Politeama Rossetti, tra gli eventi speciali fuori concorso, è in programma Lagūna di Šarūnas Bartas, opera intima del regista lituano presentata alle Giornate degli Autori di Venezia, mentre al Cinema Ambasciatori continuano le proiezioni del Premio Corso Salani con Nella colonia penale e, a seguire, Leila, racconto fiabesco sul lutto e sull’immaginazione. Sempre nel pomeriggio trovano spazio anche le anteprime e i nuovi linguaggi di Fuori dagli sche(r)mi, con il cortometraggio Ether della regista triestina Vida Skerk e con Zemljo krast – Rubare la terra di Žiga Virc, dramedy slovena che affronta il tema del conflitto a partire da un gioco infantile capace di rivelare le tensioni del mondo adulto.
Alle 17 è attesa la masterclass di Ildikó Enyedi al Rossetti. La regista ungherese, tra le figure più autorevoli del cinema europeo contemporaneo, incontra il pubblico a poche ore dal conferimento dell’Eastern Star Award 2026, riconoscimento che il Trieste Film Festival assegna ogni anno a personalità capaci di costruire un ponte culturale tra Est e Ovest. Il gran finale è previsto questa sera alle 20 con la cerimonia di premiazione, seguita dalla proiezione speciale di Silent Friend, ultimo film di Enyedi, presentato in concorso alla Mostra del Cinema di Venezia e vincitore del Premio FIPRESCI e del Premio Marcello Mastroianni per la miglior attrice esordiente a Luna Wedler. Nel corso della serata saranno assegnati anche il Premio CEI – Central European Initiative a Electing Ms Santa di Raisa Răzmeriță e il Premio Cinema Warrior 2026 a U Cinemittu, il cinema più piccolo d’Italia, simbolo di resistenza culturale nei territori.
[f.v.]


