TEATRO Applausi, risate e riflessione al Bobbio per “Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa” in scena fino al 20 gennaio

12.1.2013 | 12.30 – Una suite dell’Hotel Palace, un Ministro del Governo, un’amante, un portaborse un po’ imbranato ma fedele e un cadavere, questi sono gli ingredienti principali per creare una commedia di equivoci e incomprensioni che fa scaturire un riso irrefrenabile tra il pubblico, dando vita a una serata davvero piacevole.
“Se devi dire una bugia dilla ancora più grossa” è il titolo della commedia di Ray Cooney messa in scena dalla compagnia guidata da Gianluca Ramazzotti e presente fino a domenica 20 sul palcoscenico del teatro Bobbio di Trieste. Lo spettacolo è un sequel della più celebre rappresentazione dell’autore inglese “Se devi dire una bugia dilla grossa” allestita in Italia già nel 1986 e interpretata da Johnny Dorelli, Gloria Guida e Paola Quattrini.
Questa nuova versione diretta da Gianluca Guidi è alquanto moderna e attuale anche grazie a un cast straordinario composto da Antonio Catania nei panni del Ministro De Mitri, Gianluca Ramazzotti in quella del portaborse Girini e Miriam Mesturino nel ruolo dell’amante.
Tutti questi personaggi riescono a dare vita a una vicenda che sfiora l’assurdo, ma allo stesso tempo riesce a regalare al pubblico un’immagine della società e della politica in particolare pericolosamente reale e tragica. A rendere la commedia ancora più coinvolgente e intrigante ci pensano Ninì Salerno nella veste di direttore dell’albergo e un irriverente Raffaele Pisu nel ruolo di un cameriere che ha capito come sopravvivere in un mondo che oscilla tra bugie e segreti.
L’equivoco nasce da un cadavere trovato sulla finestra della suite 648 in cui soggiorna il Ministro De Mitri assieme all’amante, nonché addetta all’ufficio stampa dell’opposizione. Ministro ovviamente sposato e che inoltre dovrebbe trovarsi alla Camera per votare un disegno di legge in un momento particolarmente delicato per il suo Governo.
Dopo la scoperta della tragedia la cosa più importante sembra dover essere quella di conservare la propria immagine e soprattutto tenerla lontana da ogni sospetto e dubbio. È così che da una bugia si innesca un intero meccanismo che sembra non avere fine e travolge tutti i protagonisti e non solo. Di conseguenza ai protagonisti riesce sempre più difficile dire la verità ma anche le nuove menzogne che inevitabilmente si creano per giustificare quelle vecchie diventano sempre più inverosimili, insensate e per nulla facili da gestire.
Lo spettatore, con il sorriso presente sul volto dall’inizio alla fine della messinscena, aspetta con ansia il momento in cui il misfatto verrà scoperto e l’inganno rivelato, ma la caparbietà del protagonista e in modo particolare la devozione del suo portaborse fanno in modo che l’articolato meccanismo della menzogna regga e non venga svelato il misfatto.
Una commedia senz’altro appassionante e coinvolgente che visti gli applausi e l’entusiasmo presenti ieri sera alla prima al teatro Bobbio il pubblico triestino ha senza dubbio apprezzato e gradito. In fondo dopo tutte le vicende politiche a cui abbiamo assistito negli ultimi anni forse ridere un po’ sopra a tutto questo non fa mai male. Quella rappresentata dalla compagnia di Gianluca Ramazzotti è in fondo solo una commedia satirica, non è mica la realtà, o forse no…
Nicole Mišon


