19.12.2025 – 15.00 – Nell’ambito del rafforzamento e miglioramento delle misure di sicurezza esistenti nella sensibile area del porto di Trieste è stata oggi stipulata, una importante convenzione tra la Polizia di Stato e l’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale, presso la Sala Stampa della Questura di Trieste. Il neopresidente dell’Authority giuliana, Marco Consalvo, il questore di Trieste, Lilia Fedrella ed il dirigente della Polizia di Frontiera Marittima, Eddi Stolf, hanno siglato un protocollo di intesa per la gestione dei sistemi automatizzati di lettura targhe del sedime del Porto di Trieste. Tale sistema di monitoraggio e rilevazione, composto da lettori digitali e telecamere all’avanguardia, consentirà sia di poter registrare i transiti dei numerosi veicoli, che ogni giorno accedono al porto di Trieste, che di raccogliere preziosi dati ed informazioni, che potranno essere utilizzati per finalità di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati, incluse la salvaguardia e la prevenzione di minacce alla sicurezza pubblica.
Con tale accordo viene regolamentata la modalità di comunicazione dei dati raccolti dal sistema di lettura targhe dei veicoli in transito, già installato presso i principali varchi del Porto di Trieste, al Centro Elettronico Nazionale della Polizia di Stato, che consentirà alle Forze di Polizia di acquisire in tempo reale le informazioni utili necessarie ad effettuare un più rapido ed efficace intervento, in adempimento ai propri compiti di istituto.
Il progetto, finanziato dalla Autorità di Sistema Portuale ed implementato in collaborazione con i competenti uffici tecnici ed operativi della Polizia di Stato, oltre a garantire l’automazione e la sistematicità del controllo sugli accessi al porto, contribuisce anche alla sicurezza generale della città, perché consente – mediante la registrazione delle targhe e la visione in real-time dei veicoli di interesse presso le sale operative di Questura e Polizia di Frontiera – di monitorare anche i mezzi in uscita dal sedime portuale. Si tratta di un grande passo in avanti nella prevenzione e repressione dei reati in genere che, analogamente a quanto accade già in altri scali marittimi e aerei europei, consente – in un contesto nazionale ed internazionale sempre più incerto e complesso – di incrementare sensibilmente i livelli di prevenzione e sicurezza in uno dei maggiori porti commerciali d’Europa.
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