27.11.2025 – 09.30 – In occasione della Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne, in linea con la campagna nazionale promossa nel 2023 da Federmeccanica e Fim, Fiom, Uilm con la Commissione Nazionale per le Pari Opportunità – dalla quale è nato il protocollo “Generiamo Cultura” – Wärtsilä Italia S.p.A. insieme alle proprie RSU, tramite la Commissione Pari Opportunità, ha organizzato, anche quest’anno, un incontro di riflessione dal titolo “Contro la violenza: un impegno condiviso”. L’evento ha visto l’intervento di due rappresentati delle forze dell’ordine, che hanno presenziato nella sede triestina dell’azienda, da anni leader a livello globale e partner strategico nella transizione verso la decarbonizzazione dei settori marittimo ed energetico. “Un tema ancora caldo, attuale” fa presente Micol Molino, Ispettore della Polizia di Stato della Questura di Trieste “che deve essere affrontato a 365 gradi: uno dei modi che la Polizia impiega per affrontarlo è la prevenzione”. Tramite una campagna di sensibilizzazione e informazione sul problema, le forze dell’ordine offrono un taglio più generale e pratico su ciò che si può fare qualora una persona sia vittima di violenza di genere: “oltre alla canonica strada della denuncia è possibile intraprendere una via amministrativa, ossia tramite la richiesta di ammonimento. È uno strumento che consente di agire in via preventiva e quindi di interrompere quei comportamenti che possono essere degli agiti violenti, prima che sfocino in qualcosa di più grave”.
L’Ispettore Molino, insieme al collega, l’Ispettore Ferdinando Di Gennaro, hanno illustrato le iniziative e gli interventi che la Polizia può attuare a riguardo. Si è trattata della terza edizione dell’evento, come ha spiegato Gianluca Bertossi, Managing Director dell’azienda. “Tutto è partito nel 2023 da un’iniziativa lanciata dai sindacati: siamo stati tra i primi in Italia ad aderirvi con entusiasmo. Nel corso di questi anni abbiamo invitato diversi ospiti, dato che l’argomento è vasto e perciò coesistono diverse sensibilità sull’argomento, con diverse prospettive relative alla tematica”. Bertossi ha accolto i presenti insieme a Carlo Carrescia, Head Human resources Local Italy e Emanuela Fregonese, Communications Manager, Lead of Regional Communications. La parola è passata poi a Roberto Srelz, Amministratore di Mediaimmagine e TriesteNews, che ha moderato l’incontro con gli ispettori. Grazie al lavoro di prevenzione operato dall’ufficio preposto della Polizia, nel 2025 è stata trattata circa una sessantina di casi di violenza di genere e stalking nella provincia di Trieste. “Notiamo che c’è una recidiva del 10-15%” spiegano gli ispettori, “quindi tante volte riusciamo ad intervenire prima che si arrivi ad azioni più gravi e che possono portare a conseguenze tragiche. Insomma, c’è un riscontro positivo dell’istituto”.
“Molte volte le persone non si rendono conto di ciò che fanno” spiegano gli agenti di Polizia, raccontato che molto spesso si trovano a dover mediare situazioni e dinamiche familiari, anche andando a sopperire a determinate mancanze: tra queste, una giusta educazione all’uso della tecnologia, sensibilizzazione e formazione nelle scuole, supporto psicologico. Per svolgere questi delicati compiti, l’Arma collabora con enti come il Centro Antiviolenza GOAP e mette in atto una serie di iniziative. “Esiste il protocollo Zeus, che ha l’obiettivo di non lasciare sola la persona che subisce un ammonimento: gli viene offerta la possibilità di rivolgersi a strutture e specialisti che possano starle vicino. In questo modo” proseguono Molino e Di Gennaro, “le persone cominciamo un percorso di riabilitazione, di presa di consapevolezza. Molte volte chi che commette certe cose non è neanche consapevole della violenza che sta facendo per via di una serie di circostanze, potrebbe essere stata la sua infanzia e le abitudini che c’erano a casa sua”. Pertanto, l’amministrazione organizza per la Polizia tanti aggiornamenti professionali, ma gli ambiti in cui c’è bisogno di un intervento esperto a livello sanitario, psicologico e tanto altro rimangono. Solo partendo da un cambio di educazione e di conoscenza del tema si può sperare in un miglioramento continuo: “è bello che la vostra azienda sia aperta a questa nuova approccio culturale” affermano gli ispettori rivolti ai dipendenti di Wärtsilä.
Come riportano le statistiche ISTAT, nel 2025 sono circa 6milioni e 400mila (il 31,9%) le donne che hanno subito almeno una violenza fisica o sessuale, in un’età compresa tra i 16 e i 75 anni. Partner attuali ed ex sono i responsabili per la quota più elevata di tutte le forme di violenza fisica, con quote superiori al 50%. Nonostante il 36,3% delle vittime consideri un reato la violenza subita dal partner, e sia circa l’8,7% il numero di coloro che chiedono aiuto ai centri antiviolenza, rimane bassa la propensione alla denuncia di tali crimini. Arrivando a situazioni di gravità quali gli omicidi, i dati raccolti fino a settembre 2025 del DCPC – Direzione Centrale della Polizia Criminale, indicano una diminuzione: nel 2022 si erano registrati 328 casi, calati del 12% nell’ultimo anno. Gli omicidi con vittime di sesso femminile seguono la stessa tendenza: erano 130 nel 2022, 120 nel 2023 e 117 nel 2024. Nel raffronto dei primi nove mesi dell’anno, si passa da 91 vittime femminili del 2024 a 73 nel 2025, con una contrazione del 20%.
L’istituto dell’ammonimento, però, ha come obiettivo la prevenzione, per salvare le situazioni prima che sfocino in situazioni emergenziali. Per questo, un ulteriore strumento che è stato messo a disposizione di tutti è l’app YouPol, “che permette di geolocalizzarsi e dare possibilità all’utente di fornire la propria posizione e di denunciare un caso di stalking e violenza”. Si tratta di un invito rafforzativo, un incoraggiamento a superare l’oblio del silenzio – e con la possibilità di fare la denuncia anche in forma anonima. L’evento si è concluso con alcune riflessioni e testimonianze dei presenti, confermando l’interesse e la vicinanza di tutti verso un tema quantomai quotidiano.
[a.c.]


