Progetto PINQuA a San Giovanni, Ater conferma che nessun alloggio andrà perso

17.10.25 – 19.00 – Prosegue il percorso del progetto PINQuA – Programma Innovativo Nazionale per la Qualità dellAbitare, finanziato dall’Unione Europea nell’ambito del NextGenerationEU, finalizzato alla riqualificazione e all’incremento dell’edilizia sociale, alla rigenerazione urbana e al miglioramento dell’accessibilità e della sicurezza nel quartiere di San Giovanni.

Il progetto, intitolato “San Giovanni, un quartiere verde, inclusivo e smart” (Proposta 171), è uno dei 158 progetti finanziati a livello nazionale. Capofila è il Comune di Trieste, con Ater Trieste come partner operativo e la collaborazione dell’Università di Trieste.

Gli interventi

Gli interventi, articolati in sei cantieri, riguardano in particolare:

  • la ristrutturazione degli edifici di via Caravaggio e via Tintoretto, per il recupero complessivo di 54 alloggi;
  • la ristrutturazione dell’edificio di via Piero della Francesca 4 per la realizzazione di 10 alloggi;
  • la ristrutturazione di alcune unità non residenziali nello stabile di via San Pelagio 6, da destinare a locali socio – assistenziali e per la gestione delle aree a verde limitrofe;
  • la sistemazione dellarea verde comunale retrostante via San Pelagio, per la realizzazione di nuovi spazi, fruibili mediante percorsi pedonali, attrezzati per il gioco dei bimbi, la sosta, con il campo per gioco delle bocce e aree a verde;
  • il recupero dellex scuola Filzi (via Caravaggio 6), da destinare a sede di associazioni teatrali;
  • la realizzazione di unarea attrezzata a skate park, per il fitness e il tempo libero in piazzale Gioberti.

Stato di avanzamento

È stata conclusa e si trova in fase di collaudo la ristrutturazione dei locali non residenziali in via San Pelagio, mentre la sistemazione della vicina area verde è in fase di completamento.
Procede a ritmo sostenuto l’intervento di ristrutturazione di via Caravaggio 6 e sono in corso i lavori per l’edificio di via Piero della Francesca 4.

La richiesta di rimodulazione presentata al Ministero riguarda esclusivamente l’intervento di ristrutturazione dei fabbricati di via Caravaggio 8, 10, 14, 16 e di via Tintoretto 3 e 5, avviato lo scorso luglio. La rimodulazione prevede la realizzazione di 40 dei 54 alloggi originariamente programmati, con una riduzione del finanziamento complessivo del 17,5%, pari a 2.797.049,07 euro.

I restanti 14 alloggi non saranno tuttavia eslusi dall’intervento di ristrutturazoione: Ater Trieste con il Comune di Trieste ha già individuato nuovi canali di finanziamento pubblico che consentiranno di portarli a termine entro il 31 dicembre 2026 e grazie alla revisione del progetto saranno realizzati ulteriori 6 alloggi. A completamento dei lavori sui 3 fabbricati gli alloggi disponibili saranno dunque 60 e non 54 come originariamente previsto.

Le dichiarazioni del presidente Mosetti

«Nessun alloggio andrà perso – sottolinea il presidente di Ater Trieste, Daniele Mosetti –. Nonostante la rimodulazione del finanziamento ministeriale, il progetto garantirà comunque la realizzazione dei 54 alloggi previsti, più gli ulteriori 6 frutto della revisione progettuale e grazie all’individuazione di ulteriori canali di finanziamento pubblico. Si tratta di un risultato importante, raggiunto grazie al lavoro di squadra con il Comune di Trieste, che ringrazio per la collaborazione e per la gestione costante dei rapporti con il Ministero. Il progetto, avviato dalla precedente amministrazione Ater, presentava fin dall’inizio elementi di complessità legati anche al ricorso alla progettazione integrata, scelta che si era resa necessaria per rispettare i tempi del bando. E’ dunque un intervento ambizioso, con un grado di rischio riconosciuto, che oggi siamo riusciti a gestire e a riportare su binari di piena sostenibilità. Grazie all’impegno di tutti e al dialogo costante con il Comune, siamo riusciti a preservare gran parte delle opere previste e a garantire che la città di Trieste possa comunque beneficiare di un progetto strategico di rigenerazione urbana, sociale e ambientale. In caso di ulteriori necessità, il piano prevede già possibili coperture integrative di provenienza pubblica».

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