Scoccimarro, ‘Prevenzione e piani contro eventi estremi’

03.09.25 – 16:00 – “Ieri sera, Trieste e le zone limitrofe sono state colpite da una serie di temporali di eccezionale intensità che hanno messo a dura prova la città e i suoi cittadini.
La giornata è stata segnata dal passaggio di diversi sistemi temporaleschi. Già alle prime ore del mattino, tra le 5 e le 6, a Fossalon di Grado sono caduti 72 mm di pioggia in un’ora. Un valore che statisticamente si verifica una volta ogni oltre 30 anni.
Nel tardo pomeriggio, intorno alle 18, un nuovo sistema temporalesco si è formato sul golfo di Trieste, scaricando in città piogge violentissime. Al Molo F.lli Bandiera si sono registrati 41 mm in un’ora, di cui 37 in soli 30 minuti (evento con tempi di ritorno tra i 10 e i 15 anni). Nei quartieri periferici, come Rozzol, le stime radar indicano punte fino a 80 mm in un’ora. Dei valori che corrispondono a fenomeni con tempi di ritorno intorno ai 100 anni.

Alle 21 un ulteriore temporale ha attraversato la città con accumuli stimati intorno ai 40 mm in un’ora. Nel complesso, nell’arco della giornata, si sono registrati 115 mm di pioggia a Borgo Grotta Gigante e 110 mm presso l’Istituto Nautico, con stime radar superiori ai 150 mm nelle aree più colpite. Tali precipitazioni sono risultate particolarmente violente anche per la stazionarietà dei sistemi temporaleschi, favorita dalla convergenza tra Scirocco e Libeccio sul golfo e da una temperatura del mare superiore di quasi 2 °C alla norma stagionale.

Questa eccezionale ondata di maltempo ha saturato il sistema di drenaggio urbano cittadino, provocando allagamenti estesi in molte zone. Dalle Rive a viale Miramare, dal centro storico a piazza Unità fino alle aree attorno alla stazione centrale. Strade e marciapiedi trasformati in torrenti, tombini divelti, locali e scantinati invasi dall’acqua – compresi alcuni del Maggiore – blackout temporanei, auto bloccate e pesanti disagi al traffico.

Si sono verificati anche smottamenti, come quello in via dell’Eremo con il crollo di un muro su un’auto parcheggiata. Sollevamenti del manto stradale in via Romagna e via Revoltella. Buche, detriti e alberi abbattuti. In alcune abitazioni tra via Belli e strada nuova per Basovizza è stata necessaria l’evacuazione per motivi di sicurezza.

Grazie agli stanziamenti per 2,4 milioni di euro della Regione volti alla manutenzione e alla pulizia dei torrenti che attraversano il capoluogo giuliano, la parte terminale del torrente Chiave era stata integralmente pulita ai primi di luglio dai crolli delle volte che la ostruivano. Questo intervento ha consentito di scaricare a mare la portata rilevante generata dalla pioggia localizzata molto intensa. Inoltre sono in fase di affidamento la progettazione per due ulteriori lotti per la sistemazione dello stesso, che porteranno l’importo complessivo, in considerazione di tutti i lavori sui torrenti nella loro parte scoperta, a complessivi 10 milioni e 600.000 euro. È la dimostrazione che la prevenzione funziona e che il lavoro fatto in tempi ordinari riduce i danni in tempi straordinari. Di fronte a un evento meteorologico così intenso e raro, il sistema di emergenza ha reagito con prontezza.

“Desidero ringraziare i Vigili del fuoco di Trieste, affiancati dai colleghi di Gorizia, che hanno gestito decine di situazioni critiche. Dal prosciugamento di scantinati e garage all’acqua negli ascensori, fino al soccorso di persone intrappolate. Un grazie speciale va anche alla Polizia Locale, che ha lavorato senza sosta per ripristinare la viabilità compromessa, e a tutti gli operatori che con tempestività, coordinamento e dedizione hanno garantito la sicurezza della città. Grazie al loro impegno siamo riusciti a mettere in sicurezza Trieste, limitare i danni e ristabilire l’ordine nel più breve tempo possibile”.

“Un riconoscimento anche ad ARPA FVG, che con la sua rete di monitoraggio e la tempestiva elaborazione dei dati ha permesso di fornire un quadro chiaro dell’eccezionalità del fenomeno e di supportare le strutture operative. I sistemi di drenaggio urbano, infatti, sono dimensionati con un tempo di ritorno massimo di 20 anni. Di fronte a eventi di questa portata, l’unica risposta possibile è quella di rafforzare i sistemi di adattamento al cambiamento climatico che moltiplica gli eventi estremi. Ciò significa aggiornare i Piani comunali di protezione civile, potenziare le azioni di previsione e gestione degli eventi in tempo reale e farlo con l’ausilio degli strumenti e delle competenze di Arpa e della Protezione civile regionale”.

“Per sostenere i territori, la Regione ha già stanziato 5 milioni di euro per l’aggiornamento dei sistemi di drenaggio urbano. Dal prossimo 15 settembre saranno a disposizione dei Comuni attraverso un apposito bando pubblico. Inoltre, è in programma a breve un coordinamento con i Comuni maggiormente esposti per elaborare un piano di revisione delle reti di drenaggio urbano, la cui progettazione, realizzazione e manutenzione è sempre stata e resta competenza dei singoli Comuni”.

“La Regione come da mio chiaro indirizzo politico portato avanti a partire dalla scorsa legislatura fa la sua parte con decisione, al fianco dei cittadini e delle amministrazioni locali, per affrontare con serietà e concretezza le sfide poste dal cambiamento climatico e di fenomeni climatici estremi sempre più frequenti”.

Così in una nota l’assessore regionale alla difesa dell’ambiente, energia e sviluppo sostenibile Fabio Scoccimarro.

[c.s.] [e.e.]

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