04.08.25 – 17:00 – “La svolta verso un modello di medicina di prossimità, proattiva, integrata e multidisciplinare, che regioni ordinarie come la Toscana hanno già raggiunto, per il FVG resta ancora nel cassetto.”
Lo afferma in una nota la consigliera regionale Manuela Celotti (Partito Democratico), commentando la notizia dell’accordo integrativo chiuso dalla Regione Toscana che prevede il coinvolgimento dei medici di famiglia all’interno delle Case di comunità.
“In Friuli Venezia Giulia il tavolo di contrattazione per l’accordo integrativo regionale con i medici di medicina generale è partito nel 2023 – ricorda Celotti – ma nessun accordo è stato ancora raggiunto, mentre in altre regioni si fanno passi concreti verso la riforma della sanità territoriale prevista dal decreto ministeriale 77 e dal PNRR.”
“Alla base – prosegue – non c’è solo la chiusura di un accordo, ma l’avvio di un percorso di potenziamento della risposta sanitaria sul territorio, che potrebbe davvero migliorare la qualità della vita di cittadini e cittadine.”
“Entro giugno 2026 – sottolinea – in FVG dovrebbero aprire le Case della comunità, nelle quali i medici di famiglia avranno un ruolo centrale. Ma senza accordo non si definiscono gli strumenti operativi.”
Celotti elenca alcuni elementi fondamentali: ambulatori strutturati con personale amministrativo e infermieristico, presidi aperti 7 giorni su 7, collaborazione con specialisti e lavoro di rete fra i servizi sanitari.
“Tutto questo – aggiunge – non è solo una questione organizzativa, ma una vera rivoluzione per una sanità più vicina, accessibile ed efficace, soprattutto per gli anziani e le persone con patologie croniche.”
“Sarebbe anche una risposta al problema delle liste d’attesa e alla pressione sugli ospedali, migliorando l’appropriatezza prescrittiva.”
“Ma in FVG – conclude Celotti – tutto è fermo in attesa di un accordo sospeso da due anni e mezzo. E a giudicare dalle dichiarazioni lette sulla stampa, la quadra è ancora lontana.”
[e.e.]


