24.07.2025 – 07.01 – Quali saranno, al di là dei cantieri edilizi, le conseguenze a lungo termine per il mondo del lavoro a seguito della costruzione del Molo VIII? È stato l’ambito lavorativo il focus dell’ultimo incontro, il quarto, organizzato nel quadro del Dibattito pubblico gestito dall’Authority portuale di Trieste. Le dimensioni stesse del Molo VIII, il volume degli investimenti e i partner coinvolti obbligano per legge alla più completa trasparenza e alla ricezione di critiche e osservazioni al progetto; sebbene attualmente le osservazioni siano davvero poche, limitate ad alcune suggestioni dell’ex Circolo Ferriera e di Decrescita Felice, mentre il fulcro delle critiche tecniche proviene dall’Associazione spedizionieri e terminalisti del FVG (ASPT ASTRA FVG).
È stato ricapitolato, a questo proposito, il quadro degli investimenti per la riqualificazione della Ferriera: 17,5 milioni per la demolizione, la Messa in Sicurezza Permanente (MISP) per altri 40 milioni; a cui ora si aggiunge la fetta principale dei 315 milioni per le opere del Molo VIII, i 180 milioni per il Progetto pubblico 1951 e infine, dettaglio cruciale, i collegamenti ferroviari di RFI per ulteriori 40 milioni. In totale sono e verranno investiti per la riqualificazione dell’ex impianto siderurgico 592,5 milioni di euro.
“Il progetto del Molo VIII nasce dalla chiusura dell’area a caldo della ferriera – ha spiegato l’ing. Eric Marcone, Direttore pianificazione, ambiente ed energia dell’Autorità Portuale – dal 2020 si sono succedute una serie di iniziative tanto a carattere pubblico quanto privato di origine diversa, ma finalizzate all’unico obiettivo del recupero dell’area”.
Per quanto concerne HHLA, coinvolta nel progetto, questa ha ricapitolato quanto compiuto a livello di assunzioni: da un fulcro iniziale di 15 dipendenti, la Piattaforma Logistica triestina è cresciuta nel 2025 a 200 dipendenti, con previsioni ulteriori entro il 2035 di assunzione tra i 450 e i 600 dipendenti, dei quali il 5% tecnici, lo 70% operativi e il 25% per la parte amministrativa e gestionale. La MISP a propria volta coinvolge tra 50 e 100 persone all’anno per la messa in sicurezza dell’ex area caldo, mentre a livello di costruzione effettiva del Molo VIII, tra il 2026 e il 2030, è previsto il coinvolgimento di circa 200/ 300 lavoratori. Nell’ambito invece di HHLA l’azienda ha specificato che è piuttosto giovane, col 23% di quote rosa e il 20% under 35.
Ritornando al futuro Molo VIII, del quale si è ricordato che “trasferisce il trasporto cargo dalla strada alla ferrovia, promuovendo sicurezza sulle strade”, l’infrastruttura dovrebbe consentire la creazione di 2650 nuovi posti di lavoro, mettendo assieme assunzioni dirette e indotto. Sono previste, stando ai dati studio dell’Università Bocconi, oltre 2 miliardi di euro di entrate fiscali in quindici anni di attività, raccolte tramite IVA, IRPEF e naturalmente i dazi delle dogane.
Grande enfasi è stata riservata, durante l’incontro sui percorsi formativi che si intende avviare, specie per i giovani: tanto interni ad HHLA, quanto appaltati ad enti esterni come istituti, scuole e università. Si mira inoltre ad avere un rapporto ‘forte’ col territorio, tramite lo “sviluppo di competenze tecnologiche per il sistema educativo”.
Di particolare interesse, nell’ambito invece ambientale, come sia in atto un accordo coi comuni di Muggia e San Dorligo, affinchè si versi l’1% del valore delle opere appaltate dall’Authority alle rispettive municipalità, onde eseguire interventi di miglioramento ambientale; “si tratta di forme di compensazione, non necessariamente sul verde – spiega Marcone – si prevede anche il recupero di aree degradate, interventi infrastrutturali se hanno il compito di risolvere criticità; tutto, insomma, quanto può alleggerire il territorio”.
[z.s.]


