Giardino San Michele, le incognite sul futuro del parco. Tra la cura del verde e l’edificio centrale

18.04.2025 – 07.01 – Passando nel breve sentiero verde chiamato Campagna Prandi ed entrando nel Giardino di San Michele, si rimane colpiti da un basso edificio di cemento, attorniato da alcune panche: le serrande sono da tempo abbassate, la porta sprangata. Se poco distante il parco giochi è stato di recente rifatto, l’edificio spicca abbandonato nel verde. Per circa 25 anni l’associazione AnDanDes aveva infatti gestito l’edificio all’interno della generale tenuta del parco; poi a seguito della scelta di non firmare il rinnovo della concessione, legata alle crescenti difficoltà di gestione non contraccambiate da fondi ritenuti adeguati, il luogo era caduto nell’abbandono. Oggigiorno se il vecchio gioco a castello diroccato, a seguito di un’interrogazione del 19 ottobre 2023, è stato sostituito dal nuovo castello scenografico ‘Druento’ (maggio 2024), l’ex sede di AnDanDes rimane abbandonata. Proprio di recente, durante infatti l’audizione dell’8 aprile 2025, si è appurato come sia di competenza del servizio immobiliare del Comune di Trieste. Rimangono inoltre insolute le questioni relative al degrado dei terrazzamenti, della fontana a gradini e del servizio di sfalcio del prato, di potatura delle siepi e di cura generale del verde. Proprio per avere una chiara risposta i consiglieri Luca Bressan (capogruppo PD in IV Circoscrizione), Marina Coricciati, Andrea Abrami e Alberto Fileti hanno rivolto un’interrogazione sull’attuale gestione del Giardino di San Michele.

“In seguito alla visita dell’assessore Babuder all’ultima audizione, dello scorso martedì 8 aprile, era emersa anche la questione del Giardino di San Michele, avendo già effettuato un’interrogazione nel 2023 – ha ricordato Bressan.
“L’associazione AnDanDes, a suo tempo, aveva protestato come la convenzione che avesse con il Comune fosse rimasta immutata, se non proprio peggiorata, nonostante i costi crescenti di gestione del parco. AnDanDes affermava che gli oneri erano cresciuti, la manutenzione del verde divenuta molto più pesante, specie a seguito di un aumento dell’afflusso dei turisti nel parco. L’interlocuzione si era poi interrotta e non avevano sottoscritto la convenzione con il Comune; pertanto il parco non è più presidiato. Il verde pubblico è stato in parte curato, come gli stessi giochi, ma le fontane e le parti ornamentali sono rimaste in stato di abbandono. E naturalmente c’è la questione della ‘casa’ utilizzata quale sede dell’associazione: un punto di vitalità del parco, di socialità, dove si tenevano feste, compleanni dei bambini del quartiere e così via”.

Che fare, dunque? “Il manufatto è dell’immobiliare e come tale rientra tra le prerogative dell’assessore Lodi: occorre sapere se lo si vuole di nuovo affidare ad AnDanDes o trovare una realtà simile che ne usufruisca. O forse vi sono necessità di ammodernamento che ne giustifichino la chiusura? E in quel caso cosa si sta facendo per mettere a posto l’edificio?”.

Ne va del parco stesso, perchè “Quando manca un’associazione che gestisca un luogo è molto più facile che scivoli nel degrado” ha concluso Bressan.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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