Autobus elettrici a Trieste, come alimentarli? Marzi ‘Fotovoltaico a Broletto basta solo per 10 mezzi”

26.09.2024 – 13.06 – Silenziosi, dinamici, a zero emissioni. Sono i 13 nuovi autobus elettrici acquistati dalla Trieste Trasporti, destinati alle linee 8, 17 e 18. Produzione dalla cinese Yutong, uso internazionale: li si ritrova tanto in Norvegia, quanto in Australia. Tuttavia l’incognita di dover implementare, entro il 2030, 137 bus elettrici pone il quesito di come alimentarli, di come assicurare una sufficiente produzione energetica.
Il presidente del consorzio Tpl FVG e della stessa Trieste Trasporti Marzi Wildauer, raggiunto telefonicamente, commenta che “la Regione sta ragionando sul Piano Energetico; questo infatti si presenta complesso e variegato, ma noi abbiamo necessità di energia elettrica subito, dall’indomani. Le difficoltà burocratiche sono intanto notevoli e i lavori per la rete infrastrutturale saranno impegnativi; si consideri che dei 20 milioni per Trieste, a questo proposito, 19 saranno solo per le infrastrutture. Fondi in ogni caso insufficienti, tali da non risolvere la questione della produzione energetica”.

E il parco fotovoltaico al Broletto? “I progetti dovrebbero andare in gara a fine anno; come oggigiorno chi costruisce una casa deve progettare anche i parcheggi annessi, allo stesso modo dovrebbe essere legge che chi utilizza macchine elettriche sia in grado anche di rifornirle. Tuttavia anche con un simile parco riusciremo a caricare solo 10 mezzi; poca cosa a confronto coi 137 mezzi previsti”.

Guardando invece alle infrastrutture “Disponiamo di centraline di ricarica, posizionate nel Broletto, connesse da un cavo fornito da Acegas onde erogare l’energia necessaria. Si tratta di 100 kW ad autobus, consideri che un’abitazione ne richiede in media 1 e mezzo di massima erogazione. I cavi stessi non sono ‘normali’, ma sono costruiti per questo scopo e, oltre ad essere piuttosto costosi, richiedono appositi scavi e così via”.

Ma perché non utilizzare gli autobus a idrogeno? “Costano quasi il doppio di uno a combustione interna e non vi è nessuno che produca idrogeno in Regione; non sapremmo dove rifornirci. In generale la Regione FVG ha scelto di diversificare: Trieste sarà più sull’elettrico, Udine sul gas naturale, Gorizia sull’idrogeno. Però a differenza dei bus elettrici i tempi in questo caso saranno ancora lunghi”.

Ha destato qualche critica, in questo contesto, la scelta di acquistare autobus di fabbricazione cinese; una conseguenza dell’odierno clima geopolitico. Come mai la Yutong? “C’è stata una gara molto complessa, un dialogo competitivo – spiega Marzi – un autobus elettrico richiede di progettare in anticipo le stazioni di ricarica, di comprendere come ricaricarlo al capolinea e così via. Le infrastrutture vanno pensate in base alla categoria che comperi.
Mi sono recato personalmente in Cina a vedere la fabbrica, abbiamo valutato attentamente le diverse alternative; tecnicamente gli autobus cinesi acquistati sono i più avanzati, col miglior rapporto qualità-prezzo, la migliore fornitura di ricambi, il servizio più efficiente. Questo non ci impedisce di comperare anche autobus elettrici italiani; sarà il caso ad esempio di alcuni autobus più piccoli, come la 24. E’ un po’ come recarsi al negozio e comperare un vestito di taglia 46; nel caso invece degli autobus cinesi li abbiamo realizzati su misura, è stata una scelta ‘sartoriale’. Una scelta pertanto squisitamente tecnico-economica” ha concluso il presidente.

[z.s.]

Zeno Saracino
Zeno Saracinohttps://www.triesteallnews.it
Giornalista pubblicista. Blog personale: https://zenosaracino.blogspot.com/

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