Trevisan-Crisi in regione, dimezzati i fondi per la cultura

POLITICA Non si placa il dibattito sulle risorse destinate alla cultura che, rispetto al 2009, hanno avuto un calo del 50%

4.12.12 | 10.30 – ”Una battaglia vinta in Corte costituzionale in difesa della nostra autonomia ci permette di avere 70 milioni di euro in più nel bilancio 2013”. Queste sono le dichiarazioni rilasciare dal presidente della Regione Renzo Tondo che, accompagnato dall’assessore alle Finanze Sandra Savino, ci tiene a precisare che si è trattato di un traguardo raggiunto grazie al “frutto di una precisa azione politica in nome dell’autonomia speciale” e non di un “tesoretto” nascosto dalla giunta.

Non mancano però le critiche dovute, forse, più ad un clima pre-elettorale che dal buon senso verso la salvaguardia della cultura. Il capogruppo del Pd, Gianfranco Maretton, dopo l’approvazione del articolo 6 del disegno di legge della finanziaria, non ritiene soddisfacenti le manovre attuate dall’assessore Elio De Anna. Pur riconoscendone lo sforzo, il capogruppo Pd tende a  precisare che i finanziamenti per la cultura non superano la misura del 50% del 2012 e che dovrebbero almeno assicurare una percentuale del 75 % rispetto agli anni passati.

Tesi sostenuta anche dal consigliere regionale Piero Colussi, il quale dichiara che parlare oggi dell’1% del bilancio complessivo destinato alla cultura equivale ad avere a disposizione 42 milioni di euro. Dato in realtà non veritiero perché le risorse attualmente disponibili per il fondo alla cultura si aggirano attorno ai 12,5 milioni di euro, cioè lo 0,3%. “E comunque vada – chiosa il consigliere – sia l’1 che il 2 per cento saranno sempre numeri molto piccoli: la nostra cultura e il nostro patrimonio culturale sono stati ridotti ai minimi termini”.

Secondo Alessandro Corazza, capogruppo dell’Italia dei valori, si dovrebbe cogliere l’occasione per porre fine ad un sistema clientelare che dura da troppo tempo nel Friuli Venezia Giulia. “Se la maggioranza Tondo farà ancora resistenza – denuncia Corazza – e non riformerà una volta per tutte il sistema della cultura in senso meritocratico, garantendo regole uguali per tutti, saremo costretti a presentare un nostro provvedimento”.

Paolo Rumiz, durante l’incontro del neo movimento “1% della cultura in Friuli Venezia Giulia”, è intervenuto definendo Trieste una cenerentola che ha fallito, una città  dove la cultura è diventata un sinonimo di politica, in cui persiste un problema di mentalità legato al non pensare in grande. “È il momento della fantasia al potere, di dare vita ad un tavolo di concertazione – dichiara Rumiz, e  conclude il suo discorso con un augurio – credo che sia tempo anche per noi di  cambiare cultura e di prendere l’iniziativa”.

Matteo Trevisan 

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