31.08.2024 – 07.23 – «Per prima cosa voglio ringraziare tutte le persone di buon cuore che continuano ad aiutarci e a prendersi cura dei tanti gatti che ospitiamo e poi invito la cittadinanza a venire a trovarci, venite a vedere quanti gatti meravigliosi abbiamo. Venite a vedere come lavoriamo». Sono queste le parole di Alessandro Mezzena Lona, presidente de Il Gattile, un luogo di cura e benessere per i gatti più sfortunati della città. Lo storico fondatore de Il Gattile, Giorgio Cociani, scomparso quattro anni fa, ha lasciato ai successori una grande responsabilità: «Ci siamo trovati in una situazione di spaesamento ma da subito consapevoli che si tratta di un progetto bello e unico in Italia, una struttura inventata dal nulla e solo frutto dell’amore che Cociani aveva per i gatti». Anche l’astrofisica Margherita Hack fu tra i soci fondatori del Gattile tanto che Cociani volle dedicarle il premio “Margherita d’Argento”, rivolto a chi si distingue nella tutela degli animali. «Un concetto che la gente però fa fatica a capire – prosegue Mezzena Lona – è che Il Gattile è una struttura privata, il Comune paga una parte della sterilizzazione dei gatti di strada e l’unico modo per evitare brutte scene come cuccioli nei cassonetti o gatti morti in strada è fare la campagna di sensibilizzazione per limitarne la proliferazione». Quotidianamente, infatti, Il Gattile riceve segnalazioni di gatti investiti, moribondi a bordo strada o di cuccioli che non sopravvivono.
Tra Il Gattile e l’Oasi felina opera una “squadra” composta di 50-80 persone tra volontari, amministrativi e, nei mesi estivi, studenti e studentesse. Sul campo tuttavia, il numero si restringe: i volontari che frequentano Il Gattile sono circa una trentina: «Abbiamo sempre bisogno di gente buona che ci dia una mano». I gatti stanziali sono un centinaio nel Gattile sanitario di via della Fontana, dove transitano micioni bisognosi di cure o vittime di incidenti mentre l’Oasi felina (il terreno è di concessione comunale) ne ospita 130, «c’è un grandissimo flusso di gatti che vanno e vengono. Nel 2023 è stato registrato un passaggio di quasi 1.200 gatti che in buona parte vanno in adozione mentre un’altra parte resta con noi e altri ancora, purtroppo non sopravvivono perché arrivano in condizioni drammatiche». Molti gatti tornano nelle colonie feline, quelle gestite in strada dalle cosiddette “gattare”. Le colonie feline sono di proprietà del Comune. A prendere in adozione un gatto sono soprattutto famiglie con bambini, anziani ma, va ricordato sempre, che adottare un animale è impegnativo. «Costa il cibo, costa la sabbia e le eventuali cure veterinarie. Non vogliamo scoraggiare nessuno ma mostrare la realtà perché uno dei fenomeni più brutti è la restituzione o il rifiuto se l’animale fa troppa confusione o graffia le tende. Ricordiamo sempre che il gatto non è un soprammobile -sottolinea il presidente de Il Gattile – anche se tendiamo a consegnare quelli più mansueti e più disponibili».
Se da un lato ci sono tantissime persone buone che fanno donazioni e adottano gatti (anche di razza), dall’altro c’è anche chi ostacola le “gattare” dicendo che sporcano e lamentandosi dei cattivi odori. E poi c’è il “gruppo balie” che si occupa dei gattini senza o con mamma, che non possono sostare al Gattile per il rischio di contrarre malattie, curandoli e dando loro da mangiare. «Fuori dal Gattile abbiamo trovato pacchi di cibo lasciati lì anche da persone che non si sono fatte vedere» conclude Mezzena Lona che di una cosa è certo: «Si tratta di una grande responsabilità ma vogliamo portare avanti il sogno di Cociani». Ben più piccola la realtà del canile sanitario di via Orsera, di cui è responsabile il dottor Massimo Erario. Si tratta per lo più di “casi umani” ossia di cani rimasti orfani del padrone. Ci sono quattro persone ad occuparsene, un veterinario che li visita ogni giorno ed una clinica convenzionata nel caso di cure e terapie. Alcuni vengono adottati e difficilmente restituiti. I cani presenti sono sette su una capienza di dodici posti.
[e.b.]


