19.08.24 – 09:17 – “È tempo di riaffermare la fiducia americana con Trieste“. E’ il titolo redatto dal The National Interest, rivista specializzata in argomenti di attualità e geopolitica, apparso il 14 agosto 2024.
La città di Trieste è infatti stata oggetto di un’indagine che mira a definirne il ruolo commerciale e strategico sull’asse indo-mediterraneo, fungendo da collegamento tra l’Europa e l’Indo Pacifico. Trieste, grazie alla sua posizione geografica e storica, rappresenta un punto di passaggio chiave, una porta marittima d’interesse globale.
Nell’articolo della rivista statunitense, l’analisi condotta da Kaush Arha, presidente del Free & Open Indo-Pacific Forum visiting fellow dell’Atlantic Council, e Carlos Roa, fellow del Danube Institute e dell’Institute for Peace and Diplomacy, Trieste viene esaltata come cardine del progetto IMEC e all’iniziativa Three Seas, tematiche discusse in occasione del G20 dagli Stati Uniti e dai suoi alleati. Tale progetto ha l’obiettivo di creare un corridoio economico tra India, Medio Oriente ed Europa, ed è proprio la città giuliana, secondo gli Usa, a rivestire il ruolo di porto critico.
“Trieste detiene la chiave del successo dell’IMEC. Questa città italiana chiave, per ragioni geografiche e storiche, è il porto europeo più adatto a realizzare questa visione. È quindi appropriato che gli Stati Uniti assumano un ruolo nel supportare questo porto critico”, scrivono gli esperti nell’articolo in questione.
Già mesi fa, sempre The National Interest aveva affrontato l’argomento definendo Trieste come “porta d’oriente“; stavolta, la città assume anche il compito di bilanciare e contrastare l’influenza cinese, in particolare per il progetto della Belt and Road Initiative. Infatti, da anni la Cina mira ad espandere la propria influenza in Europa e dunque un forte coordinamento tra Stati Uniti e Trieste potrebbe limitarne il raggio d’azione, oltre a fare di Trieste un polo logistico di fondamentale importanza. Una funzione che attualmente viene chiamata “de-risking“, ossia la definizione dell’Unione Europea per riferirsi alla missione di stabilizzazione geopolitica in questa delicata fase storica.
“Il porto franco è il principale gateway marittimo per diverse nazioni europee, dall’Austria e dalla Repubblica Ceca all’Ungheria e alla Serbia, in stretta collaborazione con Amburgo, Rotterdam e il porto interno di Duisburg. Inoltre, Trieste assicura la sua ancora di salvezza energetica, in quanto rappresenta la maggior parte delle importazioni di petrolio per le economie dell’Europa centrale e orientale”. Oltre a ciò, i due esperti esaltano la connettività ferroviaria della zona portuale, l’utilizzo di tecnologie all’avanguardia e il fatto che Trieste si classifichi al terzo posto in Europa nel trasporto marittimo a corto raggio e all’ottavo per tonnellaggio totale, rappresentando più del 70% del commercio turco con l’Europa.
Difficile, quindi, che la Cina non abbia puntato l’attenzione su di essa, offrendo un così ampio ventaglio di vantaggi commerciali e di connessione tra i Paesi.
Un argomento complesso, quello intavolato dal The National Interest, ma di forte interesse e ripreso anche da altre testate come Formiche.net.
[e.s.]


